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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2006 Febbraio;141(1):17-20

lingua: Inglese

Reazioni avverse a farmaci: esperienza dermatologica

Ayala F., Fabbrocini G., Bartiromo F., Barberio E., Rescigno O., Di Simone L., Capasso C.

Department of Dermatology and Systematic Pathology University of Naples Federico II, Naples, Italy


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Obiettivo. Il monitoraggio delle reazioni avverse ai farmaci (ADRs) è abitualmente effettuato per determinare l’entità degli effetti collaterali di alcuni farmaci sia dal punto di vista etico che pratico. Tale monitoraggio risulta essere poi una guida per un utilizzo più sicuro ed efficiente dei farmaci con lo scopo di migliorarne la qualità terapeutica. Oltre alle considerazioni medico-legali di tali reazioni avverse, non è da trascurare l’impatto significativo sulla spesa sanitaria. Poichè le ADRs si manifestano frequentemente con segni e sintomi cutanei, i pazienti si rivolgono spesso ai dematologi, che rivestono perciò un ruolo fondamentale nell’identificazione e nella diagnosi di queste reazioni, così come nella gestione di tale paziente.
Metodi. Sono stati analizzati i dati epidemiologici di 649 pazienti afferenti al Dipartimento di Dermatologia dell’Università di Napoli Federico II, con sospetta diagnosi di ADRs.
Risultati. Tra le ADRs identificate nella nostra casistica, le manifestazioni cutanee ed extracutanee più frequentemente osservate sono state orticaria-angioedema (62%), rash maculopapuloso (21,4%), perdita di coscienza (4,2%), dispnea (3,7%), shock anafilattico (2,5%), nausea (1,8%), stomatite (1,1%), sindrome di Stevens-Johnson (0,6%), parestesia (0,35%), eritema nodoso (0,3%), eritema fisso (0,3%), epistassi (0,3%).
Le ADRs sono più spesso causate dalle seguenti categorie terapeutiche: agenti antibiotici (45%), farmaci antipiretici ed analgesici (23%), farmaci antinfiammatori non steroidei (28%).
Conclusioni. Il largo utilizzo di questi farmaci giustifica l’importanza dell’attività di farmaco-vigilanza, finalizzata alla diminuzione degli effetti negativi dovuti all’ ampio utilizzo di questi farmaci e all’aumento della loro sicurezza.

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