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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2005 October;140(5):539-56

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Veicolazione intradermica e ricerca dermatologica

Santoianni P.

Unit of Dermatology, Department of Systematic Pathology University of Naples Federico II, Naples, Italy


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Diversi aspetti sono stati chiariti riguardo al modo in cui un farmaco o un altro principio attivo possa attraversare la barriera costituita dallo strato corneo e al modo in cui questo fattore limitante possa essere influenzato in modo da ottenere migliori effetti funzionali o terapeutici. Nonostante l’ampia varietà dei metodi studiati per aumentare la veicolazione transdermica per ottenere effetti sistemici, l’applicabilità in questo campo è rimasta limitata. La ricerca dermocosmetica si è concentrata prevalentemente sul problema del superamento della barriera epidermica. La ricerca dermatologica, anche per i numerosi aspetti applicativi, è interessata oggi a dedicare studi sperimentali e clinici ai metodi di penetrazione intradermica.
La biodisponibilità cutanea della maggior parte delle formulazioni dermatologiche commercializzate risulta bassa. Le strategie per incrementare la veicolazione possono essere chimiche, di ordine biochimico o fisiche. Gli enhancer chimici a) incrementano la diffusibilità della sostanza all’interno della barriera; b) ne aumentano la solubilità nel veicolo; c) migliorano il coefficiente di partizione. Inoltre, metodi capaci di interferire con la biosintesi di alcuni lipidi alterando la struttura della barriera incrementano la penetrazione. Di interessante approfondimento dermatologico sono i meccanismi fisici che consentono aumento della penetrazione cutanea di sostanze: la iontoforesi (che incrementa la penetrazione di sostanze ionizzate), l’elettroporazione (che utilizza correnti creando nuovi percorsi attraverso la barriera), e la sonoforesi, metodologia a ultrasuoni tra i 20 e i 25 KHz che producono alterazioni e superamento della barriera rappresentata dal corneo.
In questo lavoro è riportato il recente sviluppo di questi metodi ed è sottolineta l’importanza di veicolo ed eccipienti che determinano effetti di partizione e diffusione, differenze nell’entità dell’assorbimento e interazioni complesse tra sostanza, veicolo e cute, condizionando gli effetti specifici; pertanto formulazioni utili non possono essere estemporaneamente stabilite.

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