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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2005 Agosto;140(4):435-43

 REVIEWS

Orticaria cronica: una review

Wedi B., Kapp A.

Department of Dermatology and Allergology Hannover Medical University, Hannover Germany

L’orticaria cronica rimane una delle patologie maggiormente problematiche in tema di eziopatogenesi, work-up diagnostico e trattamento. Negli ultimi anni sono stati portati avanti nuovi concetti riguardanti questa patologia. Alcuni di questi aspetti hanno portato a modificare il management della malattia, mentre i risultati di altri studi di ricerca devono ancora essere confermati e validati. I sintomi dell’orticaria derivano, da un punto di vista fisiopatologico, dalla degranulazione delle mast cell e dei basofili attraverso possibili meccanismi di tipo autoimmune, infettivo, pseudoallergico, e altri (connessi a malattie internistiche e a neoplasie).
Un’accurata anamnesi della malattia gioca un ruolo fondamentale nel programma diagnostico. Ulteriori indagini sono indicate in base al sottotipo di patologia. Nell’orticaria acuta, il classico iter diagnostico non viene generalmente raccomandato, mentre nella forma cronica si consiglia vivamente di eseguire un programma mirato alla valutazione di infezioni (in particolar modo da Helicobacter pilori, stafilococchi, streptococchi, Yersinia), test di autoreattività e test di ipersensibilità non allergologici. Particolare considerazione deve essere posta all’angioedema e all’orticaria dell’infanzia. Nella maggior parte dei casi l’iter diagnostico porta alla identificazione dei fattori trigger della malattia; è stato visto che il trattamento a lungo termine dei fattori trigger migliora la qualità di vita dei pazienti e le manifestazioni cliniche della malattia possono scomparire o manifestarsi nuovamente, ma dopo parecchi anni.
Vengono consigliati gli antistaminici H1 (pochi effetti collaterali) che devono essere somministrati quotidianamente e regolarmente; a volte è necessario aumentare la posologia. Altri trattamenti sono risultati non soddisfacenti anche se la ciclosprina A, gli antagonisti leucotrienici e l’idroclorochina possono essere efficaci in casi selezionati.
Ci sono ancora molte domande a cui rispondere in futuro con la speranza che nei prossimi anni le strategie terapeutiche possano facilitare il management e la qualità di vita di questa patologia cronica e limitante le attività quotidiane.

lingua: Inglese


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