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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2005 Aprile;140(2):161-4

lingua: Inglese

Assottigliamento triangolare dell’unghia. Descrizione di 14 casi

Piraccini C. M., Tullo S., Iorizzo M., Rech G., Tosti A.

Department of Dermatology University of Bologna, Bologna, Italy


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Dal 1991 ad oggi, sono stati esaminati 14 pazienti (12 di sesso femminile e 2 di sesso maschile) con un assottigliamento distale a forma triangolare dell’unghia di alcune dita delle mani. Il margine ditale dell’unghia presentava un’incisione a forma di cuneo, circondata da un modesto eritema del letto ungueale. Tale onicodistrofia si è rivelata molto più accentuata nei pazienti che tenevano le unghie lunghe.
Dall’anamnesi è emerso che 6 pazienti erano sarte e riferivano di essere abituate a sfregare la superficie dorsale delle unghie contro il tessuto quando cucivano. Un paziente ha spontaneamente riferito l’abitudine a strofinare le unghie contro il vestito quando era nervoso. Negli altri 7 casi non è stato individuato nessun meccanismo traumatico di tipo professionale o auto-provocato che potesse giustificare la comparsa di tale onicodistrofia.
A tutti i pazienti è stato suggerito di tenere le unghie corte ed evitare eventuali traumi meccanici da sfregamento. Inoltre è stata consigliata l’applicazione di una crema all’urea al 10% (2 vv/die) e l’assunzione orale di biotina (5 mg/die).
In questo modo è stato possibile ottenere, dopo 6 mesi, un netto miglioramento in 9 pazienti e una guarigione completa negli altri 5. Dopo 1 anno tutti i 14 pazienti erano guariti. Solo 3 pazienti sono andati incontro a una recidiva anche se in nessuno di questi è stato possibile individuare la fonte del trauma.
L’importanza dei fattori traumatici è dimostrata dal miglioramento dell’onicodistrofia che si ottiene tenendo le unghie corte ed evitando il danneggiamento conseguente allo strofinamento ripetuto del margine distale su una superficie dura. La fragilità triangolare dell’unghia è stata inizialmente descritta da Baran nel 1999 in pazienti che, ossessionate da un’eccessiva igiene, sfregavano ripetutamente le mani contro la superficie dura del bidet.
Data la sua struttura chimico-fisica, la lamina ungueale è molto resistente ai danni ambientali, tuttavia traumi ripetuti possono danneggiarne la struttura rendendola via via sempre più fragile.
Dal momento che tale tipo di fragilità compare anche in soggetti non esposti a particolari noxae traumatiche, questo indica che esiste una suscettibilità individuale al danneggiamento della lamina ungueale dovuta a una disorganizzazione della normale architettura dell’unghia.
L’assottigliamento triangolare dell’unghia rappresenta, quindi, una nuova varietà di fragilità ungueale che può essere sia professionale che auto-provocata.

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