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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2004 June;139(3):195-206

lingua: Inglese, Italiano

L’atopy patch test con corpi interi di acari della polvere al 20%. Valutazione dei risultati nella dermatite atopica dell’adulto, in pazienti atopici non eczematosi e in soggetti sani

Ingordo V.

Department of Dermatology “M.O. Giulio Venticinque”, Italian Navy Main Hospital Taranto, Italy


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Obiettivo. In base all’osservazione che un sottogruppo di pazienti reagiva positivamente all’applicazione di aeroallergeni ambientali sulla cute, un patch test con questi allergeni è stato proposto nello studio della dermatite atopica (DA). Questo test è stato denominato atopy patch test (APT) e gli acari della polvere domestica (APD) sono stati gli allergeni maggiormente usati finora. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare la risposta all’APT, usando un estratto commerciale di corpi interi di APD al 20%, in pazienti con DA, comparandola con quella ottenuta in soggetti atopici non eczematosi e in individui non atopici.
Metodi. Sono stati testati 3 gruppi di soggetti con un estratto commerciale contenente il 20% di corpi purificati di APD, comprendenti uguali quantità di Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae, sospese in vaselina bianca (60%) e olio di vaselina (40%). I gruppi testati, selezionati in maniera randomizzata tra i soggetti afferenti al nostro reparto, sono stati i seguenti: 1) 74 pazienti affetti da DA (73 maschi e 1 femmina) con un’età media di 20,6±2,6 anni (min-max: 15-32 anni) e uno SCORAD index medio di 36±18,1 (min-max: 3,5-71,9), in cui la diagnosi era stata effettuata applicando i criteri di Hanifin e Rajka. Furono effettuati gli skin prick test (SPT) con aeroallergeni ambientali e comuni allergeni alimentari. Vennero altresì dosate le IgE totali circolanti. Tutti i pazienti con DA furono anche sottoposti a patch test con la serie standard GIRDCA (Gruppo Italiano di Ricerca Dermatiti da Contatto e Ambientali) e, se necessario, con serie addizionali, per diagnosticare un’eventuale coesistente dermatite allergica da contatto; 2) 54 pazienti maschi «atopici non eczematosi», con un’età media di 20,3±3,8 anni (min-max: 18-31 anni) e anamnesi negativa per qualsiasi tipo di eczema. Ventisette pazienti presentavano una malattia allergica respiratoria, 6 avevano sofferto di orticaria acuta o ricorrente in passato, 20 non riferivano alcun sintomo (individui atopici latenti o soggetti con stato atopico). Tutti i soggetti vennero selezionati sulla base della positività nei confronti degli SPT, effettuati con gli stessi aeroallegeni/alimenti utilizzati nei pazienti con DA, e/o sulla scorta delle IgE totali sieriche elevate; 3) 52 soggetti non atopici, 50 maschi e 2 femmine, con età media di 21,7±4,4 anni (min-max: 18-42 anni), anamnesi negativa per qualsiasi tipo di eczema e per altre malattie allergiche, negatività degli SPT per i predetti aeroallegeni/alimenti e IgE totali sieriche normali.
Risultati. L’APT è stato positivo rispettivamente nel 51,35%, 31,48% e 10,34% dei pazienti con DA, negli atopici non eczematosi e nei non atopici. Le differenze di APT-positività fra i tre gruppi, sono risultate statisticamente significative e il trend dalle DA verso gli atopici non eczematosi e i non atopici è stato significativamente negativo. Anche gli odds-ratio sono risultati significativi, con un odds-ratio più elevato nelle DA rispetto agli atopici non eczematosi e ai non atopici (Cochran-Armitage Trend test). L’APT e l’SPT con Dermatophagoides spp. erano concordanti sia nelle DA che negli atopici non eczematosi, ma con una maggiore prevalenza relativa nel gruppo delle DA. Nel gruppo atopici non eczematosi l’APT era positivo nel 31,48% dei soggetti e questa percentuale era più bassa di quella rilevata nel gruppo con DA (51,35%), con significatività statistica. La differenza delle SPT-positività fra i due gruppi, invece, non è risultata significativa. Inoltre nel gruppo con DA l’APT e lo SPT erano concordanti, ma non in maniera assoluta. In effetti, 14 pazienti (18,92%) erano APT-negativi/SPT-positivi e 7 pazienti (9,45%) erano APT-positivi/SPT-negativi. Non è stata evidenziata alcuna differenza significativa nei valori medi delle IgE/SCORAD index né nei valori elevati/normali di IgE totali tra il sottogruppo APT-positivo e il gruppo APT-negativo delle DA. Non è stata rilevata alcuna differenza statisticamente significativa nel risultato dell’APT tra i vari gruppi di esordio clinico della DA (infancy-onset, childhood-onset, adolescence-onset e adult-onset). Infine non è stata mostrata alcuna differenza statisticamente significativa nel risultato dell’APT fra il pattern clinico esposto all’aria e il pattern non esposto all’aria dell’eczema.
Conclusioni. Sulla base dei nostri dati si potrebbe concludere che l’APT con acari della polvere domestica è positivo in un’alta percentuale di soggetti con DA dell’adulto, e il suo risultato non è correlato né con la gravità, né con il pattern clinico, né con la durata della malattia. Sembra anche che questo non sia strettamente connesso alla presenza di IgE circolanti specifiche per acari della polvere domestica. L’APT-positività sembra essere più specifica rispetto agli SPT per la DA, ma anche una piccola percentuale di individui atopici non eczematosi e non atopici reagisce al test. Tuttavia, il nostro studio è stato eseguito solo in pazienti adulti e prevalentemente maschi, impiegando un estratto allergenico parzialmente purificato a bassa concentrazione. Pertanto, per confermare i nostri dati, sono necessari ulteriori esperienze, condotte su casistiche più ampie, selezionando anche pazienti pediatrici e di sesso femminile, e usando estratti di acari della polvere domestica purificati e maggiormente standardizzati con differenti concentrazioni.

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