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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2003 December;138(6):455-64

lingua: Italiano

Luce solare e fattori di rischio oncologico cutaneo

Santoianni P., Nino M.

Dipartimento di Patologia Sistematica Sezione di Dermatologia Università degli Studi «Federico II», Napoli


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La radiazione ultravioletta (UV) è assorbita nella cute da una serie di cromofori endogeni: principalmente basi del DNA, triptofano e altri aminoacidi, proteine enzimatiche, NADH-NADPH, riboflavine, citocromi, acido urocanico.
Gli agenti comuni dell’azione UV sono le specie reattive dell’ossigeno: riducono e danneggiano i sistemi antiossidanti, provocano ossidazione di lipidi e proteine e attivano segnali per i fibroblasti in relazione a crescita, differenziazione, senescenza e degenerazione connettivale.
Gli UV sono in grado di indurre modificazioni, sia qualitative che quantitative, delle cellule immunocompetenti e possono alterare l’immunosorveglianza verso tumori cutanei. Gli effetti della immunomodulazione sono tuttavia regolati dalla suscettibilità genetica.
La protezione naturale verso le radiazioni della cute è assicurata: a) dal contenuto di melanine e dal tipo di pigmentazione e, b) dallo spessore del corneo. Principale importanza assumono inoltre numerosi sistemi di protezione, interagenti tra loro, coinvolgenti strutture molecolari del citoplasma e membrane cellulari.
La capacità fotoprotettiva comprende antiossidanti endogeni e scavenger di radicali liberi: alfa-tocoferolo, ascorbato, carotenoidi, ossicarotenoidi, ubichinone (coenzima Q), glutatione, taurina, e altri. Alcuni sono sistemi enzimatici e rappresentati principalmente da superossidodismutasi, catalasi, e glutatione perossidasi, che esercita funzione primaria. Partecipano sistemi riducenti: acido lipoico, NADPH -NADP+ e NADH -NAD+, e heat shock proteins (HSP).
In complesso, il pool degli antiossidanti, con HSP, citocromo P 450, citochine, e altri mediatori, costituisce un sistema di difesa naturale e una efficiente protezione cellulare dal danno UV-indotto, oltre che verso altri insulti endogeni ed esogeni.
La capacità di pigmentazione riveste pertanto un ruolo fotoprotettivo ed elemento rilevante di protezione naturale. I sistemi di difesa della cute sono attivati dalla stessa radiazione ultravioletta, ma la maggior parte di essi diviene insufficiente dopo esposizione intensa e prolungata.
Una fotoprotezione più efficiente può essere realizzata mediante: a) schermo della radiazione con agenti fisici e chimici, b) potenziamento dei sistemi naturali, e controllo dei meccanismi molecolari che inducono il fotodanno, mediante sostanze incrementanti quelle presenti nella cute, introdotte per via sistemica o topica, c) inducendo ispessimento del corneo con irradiazione selettiva e progressiva (hardening).
Gli studi di fotoprotezione topica, condotti prevalentemente su animali di laboratorio e non numerosi, hanno fornito dati non sicuramente estrapolabili all’uomo; tuttavia quelli condotti sull’uomo risultano incoraggianti e con prospettive applicative significative.

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