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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2003 Febbraio;138(1):41-5

lingua: Inglese

Rigenerazione del muscolo scheletrico: descrizione di un caso interpretato come carcinoma squamocellulare

Stefanato C. M. 1, Mahalingam M. 2,3, Kates S. G. 4, Bhawan J. 1

1 Dermatopathology Section Department of Dermatology Boston University School of Medicine Boston, MA, USA
2 Quest Diagnostics Incorporated Cambridge, MA, USA
3 Department of Pathology Boston University School of Medicine Boston, MA, USA
4 Division of Dermatology Department of Medicine University of Massachuttes Medical Center Worcester, MA, USA


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Gli Autori presentano il caso di un paziente di 70 anni affetto, da circa 6 mesi, da una placca atrofica dalle dimensioni di 5¥2 cm a livello della regione temporale destra. L’esame istopatologico della prima biopsia rivelò un carcinoma squamocellulare. Poiché i margini di lesione erano positivi, il paziente fu sottoposto a un secondo intervento chirurgico, ma data la persistenza di carcinoma squamocellulare infiltrante il tessuto muscolare scheletrico, fu eseguita una terza escissione chirurgica. L’esame istopatologico rivelò la presenza di una proliferazione di cellule atipiche a piccola taglia nell’ambito tessuto muscolare scheletrico, associate ad infiltrazione perineurale e mitosi. Tali cellule erano caratterizzate da nucleo vescicoloso, nucleolo prominente ed erano associate ad occasionali cellule multinucleate. Questa proliferazione fu inizialmente interpretata carcinoma squamocellulare residuo. Ma l’esame immunoistochimico dimostrò che l’infiltrato atipico era negativo per la citocheratina e la proteina S100, mentre era positivo per i marker muscolari (muscle-specific actin, desmin, Myo-D1, myogenin), indicandone una derivazione miogenica. La rigenerazione del muscolo scheletrico si presenta istologicamente con un pattern polimorfo che può simulare un infiltrato maligno e che può generare difficoltà diagnostiche, soprattutto quando ci si trovi ad esaminare l’istopatologia in assenza di una storia clinica accurata. Questo pattern rientra pertanto in diagnosi differenziale degli infiltrati cellulari atipici della cute e deve essere tenuto presente, specialmente quando si associa ad una storia di numerosi interventi chirurgici eseguiti nella stessa sede cutanea e che possano aver leso il tessuto musculare scheletrico sottostante.

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