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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 Agosto;137(4):267-9

lingua: Italiano

I lichen ed il carcinoma vulvare. Nostra esperienza

Rampone A. 1, Vozza G. 1, Vozza A. 1, Rampone B. 2, Capuano I. 2, Tirabasso S. 2, Rampone N. 2

1 Unità Operativa di Clinica Dermatologica
2 Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica Servizio di Oncologia Ginecologica Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli


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Obiettivo. Scopo del nostro studio è stato quello di valutare quanto la presenza di mutazione dell’oncogene p53 in lesioni da Lichen Sclerosus e Lichen Simplex Chronicus possa influenzare l’evoluzione di suddette patologie in senso neoplastico e conseguentemente l’approccio terapeutico.
Metodi. Presso l’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica della Seconda Università di Napoli in collaborazione con l’Istituto di Clinica Dermosifilopatica della Seconda Università di Napoli, durante il periodo 1995 - 1999, abbiamo studiato l’espressione della proteina p53 in 8 casi di LS vulvare ed in 10 casi di Lichen Simplex Chronicus (LSC) vulvare diagnosticate istologicamente, usando l’analisi di mutazione del gene p53.
Risultati. Abbiamo riscontrato un significativo aumento dell’immunoreattività della p53 nel LS vulvare rispetto al LSC vulvare. Le pazienti con LSC hanno risposto a semplici terapie dermatologiche, principalmente corticosteroidi e retinoidi a livello topico, assieme a quelle pazienti affette da LS negativi all’analisi di mutazione del gene p53 (37,5%); le pazienti con LS con immunoreattività della p53 (62,5%), invece, sono state sottoposte a vulvectomia e linfoadenectomia bilaterale. Il follow-up, fino ad oggi effettuato in tutti i casi studiati, non ha mostrato evoluzione neoplastica in nessun caso.
Conclusioni. L’assenza di mutazioni della p53, nei lichen localizzati a livello vulvare con esame istologico negativo, permette un trattamento farmacologico locale con ottimi risultati. Al contrario, una volta evidenziata una mutazione dell’oncogene p53, a nostro avviso, è indispensabile il trattamento chirurgico demolitivo in quanto tale condizione può originare mutazioni carcinogenetiche.

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