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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 August;137(4):231-8

lingua: Inglese

Studio dei linfomi primitivi della cute mediante tecniche di micromanipolazione e PCR su cellule singole. Una rassegna

Gellrich S., Muche J. M., Jahn S., Sterry W.

Department of Dermatology Medical Faculty (Charité) Humboldt University Berlin, FRG


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La tecnica di micromanipolazione o microdissezione, che comporta l’impiego di micropipette di vetro o di un raggio laser, venne messa a punto per l’isolamento di particolari popolazioni cellulari. Poiché può risultare difficile distinguere nei linfomi cutanei le cellule di tipo maligno da quelle di tipo reattivo, la tecnica della PCR, eseguita su singole cellule, si è dimostrata in grado di rivelare la natura clonale delle cellule linfomatose in relazione alle caratteristiche istologiche delle lesioni. Sebbene le tecniche di micromanipolazione e di PCR su cellule singole richiedano tempi di esecuzione assai lunghi, possono riuscire utili nella interpretazione di casi complessi di disordini linfoproliferativi a carico della cute. L’amplificazione e l’ordinamento sequenziale dei geni recettoriali delle cellule B e di quelle T consentono di analizzare le ridisposizioni di singoli geni linfocitari, come per esempio accade nella regione variabile del gene delle immunoglobuline a catena leggera e pesante o del gene recettoriale gamma o beta delle cellule T nei disordini linfoproliferativi della cute. È stato possibile dimostrare che i geni immunoglobulinici presenti nelle cellule di tipo follicolare dei linfomi cutanei primitivi a cellule B e di quelli a grandi cellule riflettono una reazione da parte delle cellule del centro germinale, caratterizzata dalla diversità intraclonale dei linfociti B di tipo maligno. Nei linfomi cutanei primitivi a cellule T, le cellule di tipo B possono rappresentare elementi cellulari “d’appoggio” simili ai linfociti B presenti nel sangue periferico o di tipo indifferenziato. Lo studio dei linfomi cutanei primitivi a cellule T, specie di quelli che si reperiscono in stadi differenti della micosi fungoide, descrive la distribuzione delle cellule di tipo maligno e di tipo reattivo.
In conclusione, le tecniche di micromanipolazione e di PCR su cellule singole consentono di correlare in maniera precisa le caratteristiche genetiche e morfologiche dei linfomi primitivi della cute.

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