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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 April;137(2):135-40

lingua: Italiano

Ciclosporina-A nelle reazioni cutanee avverse a farmaci: un nuovo impiego clinico?

Congedo M., Nettis E. *, Ferrannini A. *, Quarta G.

Azienda Ospedaliera «V. Fazzi» - Lecce UO di Dermatologia
*Università degli Studi - Bari Cattedra di Allergologia ed Immunologia


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Obiettivo: Il ruolo svolto dai T-linfociti nelle eruzioni cutanee da medicamenti (CADR) è oggetto di ampia discussione. In particolare si ritiene che gli esantemi maculo-papulosi possano spesso essere causati da un meccanismo immunologico linfocito-mediato. Scopo del nostro studio è stato pertanto quello di valutare l’efficacia clinica di Ciclosporina-A, farmaco immunomodulatore che ha come target principale il Linfocita T-attivato, negli esantemi di verosimile natura cellulo-mediata.
Metodi: Abbiamo utilizzato la Ciclosporina-A in sette pazienti (6 femmine - 1 maschio, di età compresa fra 54 e 76 anni) che presentavano CADR con quadro clinico suggestivo per reazione immune di presumibile natura linfocito-mediata. La ciclosporina-A è stata somministrata ad un dosaggio compreso fra 3,5 e 5 mg/kg/die per un periodo di tempo massimo di dieci giorni (la durata media del trattamento è stata di 7,8 giorni). In quattro pazienti è stato dosato il recettore solubile per l’interleuchina 2 (sIL-2R) quale indice umorale di attivazione T-linfocitaria.
Risultati: Nei sette casi trattati abbiamo osservato un netto miglioramento della sintomatologia entro 48 ore, con successiva guarigione entro la decima giornata in assenza di effetti collaterali di rilievo e/o alterazioni significative dei principali parametri emato-chimici e pressori. Nei casi esaminati si è riscontrata una riduzione post terapia dei livelli di sIL-2R.
Conclusioni: L’efficacia da noi verificata nel trattamento di queste ADR con CSA nonché l’elevazione e la successiva normalizzazione dei livelli sierici di sIL-2R lascerebbero ipotizzare un possibile meccanismo immunopatologico da linfociti CD8+ citotossici attivati che sarebbe fortemente inibito dalla CSA a dosi relativamente basse comprese tra i 3,5 ed i 5 mg/kg/die.

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