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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 February;137(1):25-30

lingua: Italiano

Valutazione di parametri plasmatici della coagulazione e della fibrinolisi in pazienti con ulcere venose post-flebitiche e non post-flebitiche degli arti inferiori

Turio E., Avvenente A., Evangelisti L. *, Panicucci E. *, Giordani R. *, Sagripanti A. **, Barachini P.

Dipartimento di Patologia Sperimentale, Biotecnologie Mediche, Infettivologia ed Epidemiologia Sezione di Dermatologia e Venereologia
*Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche
**Dipartimento di Medicina Interna, Clinica Medica I


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Obiettivo. Le alterazioni della coagulazione e della fibrinolisi possono incidere sullo sviluppo e sull’evoluzione delle ulcere venose della gamba. Per capire in quale modo i disordini dell’emostasi possono contribuire alla comparsa di queste lesioni cutanee abbiamo effettuato una valutazione dei parametri di laboratorio della coagulazione e della fibrinolisi.
Metodi. Abbiamo misurato nel plasma di 30 pazienti affetti da ulcere venose (15 con ulcera post-flebitica e 15 con ulcera non post-flebitica) i seguenti parametri: fibrinogeno, frammento della protrombina (F1+2), complesso trombina-antitrombina (TAT), dimero D, antitrombina, proteina C, proteina S, resistenza alla proteina C attivata, plasminogeno, alfa due antiplasmina, attivatore tessutale del plasminogeno (tPA) basale e dopo stasi, inibitore dell’attivatore del plasminogeno (PAI-1) basale e dopo stasi, lipoproteina (a). Quindici soggetti sani, con caratteristiche analoghe per età e sesso, sono stati usati come controlli. Tutti i pazienti sono stati seguiti nel nostro ambulatorio ed è stato valutato il decorso dell’ulcera venosa.
Risultati. Tutti i pazienti hanno presentato anomalie in uno o più parametri plasmatici studiati in particolare: ridotta liberazione di tPA dopo stasi venosa, elevati livelli di fibrinogeno lipoproteina (a), dimero D, PAI-1, F1+2, TAT, e aumentata resistenza alla proteina C attivata.
Conclusioni. I nostri risultati confermano la presenza di un’accelerata formazione di fibrina ed una ridotta attività fibrinolitica in vivo in un considerevole numero di pazienti affetti da ulcere venose sia post-flebitiche che non post-flebitiche. L’aumentata deposizione di fibrina e la diminuita fibrinolisi possono essere dovute ad una ridotta secrezione di tPA e/o ad un aumento del PAI-1 in circolo. Il PAI-1 sembra avere valore prognostico perché risulta aumentato più frequentemente nei pazienti che non guariscono.

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