Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 Febbraio;137(1) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 Febbraio;137(1):9-14

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2002 Febbraio;137(1):9-14

lingua: Italiano

I valori del «ligando» del recettore CD95 rilevabile nel siero dei pazienti affetti da melanoma non sono correlati a quelli dell’indice di Breslow

Melzani G., Bugari G. *, Parrinello G. **, Leali C., Venturini M., Ruggeri G. *, Manganoni A. M., Albertini A. *, De Panfilis G. ***

Spedali Civili - Brescia Divisione di Dermatologia
*Spedali Civili e Università degli Studi - Brescia III Servizio di Analisi Clinico-Cliniche
**Università degli Studi - Brescia Dipartimento di Statistica
***Università degli Studi - Parma Clinica Dermatologica


PDF  


Obiettivo. Le cellule di melanoma esprimono in corrispondenza della membrana cellulare la molecola Fas-L tanto più intensamente quanto più alto è l’indice di Breslow; inoltre, i pazienti portatori di alcuni tumori che esprimono Fas-L sono portatori di alti livelli sierici della molecola sFas-L («Fas-L solubile», liberata dalle cellule tumorali), la quale è utilizzata quale indice di progressione tumorale. Ci è sembrato dunque opportuno rivolgere il presente studio alla ricerca della molecola sFas-L nel siero di pazienti affetti da melanoma e correlarla allo spessore dei melanoma secondo Breslow.
Metodi. Sono stati studiati 114 pazienti, affetti da melanoma, osservati presso la Divisione Dermatologia della Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia. In 14 casi si trattava di «melanoma in situ»; in 93 casi lo spessore secondo Breslow risultò variabile tra <0,75 e >4 mm; in 7 casi lo spessore non risultò valutabile. Sono stati utilizzati, come controlli, 25 donatori sani. La ricerca della molecola sFas-L nel siero dei pazienti e dei controlli è stata eseguita utilizzando una metodica ELISA.
Risultati. Il diverso spessore (secondo Breslow) dei melanomi non è risultato correlato a un diverso valore di sFas-L. Confrontando infatti le percentuali di positività, gli intervalli e le mediane tra i singoli gruppi, non si è osservata una progressione significativa.
Conclusioni. Nonostante le suddette, promettenti premesse teoriche, la molecola sFas-L sembra incapace di rappresentare un utile indice di progressione del melanoma per quanto attiene alla correlazione con l’indice di Breslow.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail