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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2001 Dicembre;136(6):449-51

lingua: Inglese

Xantoma verruciforme dello scroto con alterazioni epidermiche di carcinoma in situ

Vassallo C., Brazzelli V., Ardigò M., Bassi E., Tenti P. *, Borroni G.

From the Department of Dermatology and *Institute of Pathology University of Pavia, Pavia


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Lo xantoma verruciforme, descritto per la prima volta da Shafer nel 1971 nella sua più frequente localizzazione del cavo orale, si presenta come una lesione verrucosa esofitica, caratterizzata istologicamente da marcata acantosi e da papille allungate replete di cellule istocitarie schiumose. Descriviamo il caso di un paziente di 62 anni che da circa 2 anni presentava un papilloma di aspetto verrucoso, di colore brunastro localizzato allo scroto. Il paziente era peraltro in buone condizioni generali. La lesione veniva asportata con diatermocoagulazione e sottoposta ad esame istologico. Le caratteristiche istopatologiche del preparato fanno porre diagnosi di xantoma verruciforme, dove tuttavia sono presenti numerose atipie epidermiche e figure miotiche, tali per cui fanno considerare la diangosi di xantoma verruciforme con alterazioni epidermiche di carcinoma in situ. Si eseguono studi di biologia molecolare per escludere la presenza di HPV: in particolare si utilizza il DNA estratto dal tessuto incluso in paraffina e si esegue PCR con primer consen- sus (MY09/MY11) e con primer generali per l’HPV (GP5+/GP6+). Tali indagini non hanno evidenziato la presenza di HPV nella lesione. È possibile che lo xantoma verruciforme rappresenti un pattern reattivo a differenti alterazioni epidermiche, tra cui anche il carcinoma in situ. Sono solo 5 i casi descritti ad oggi in cui è presente associazione tra xantoma verruciforme e carcinoma in situ.

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