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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2001 June;136(3):217-21

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Necrosi digitale, fenomeno di Raynaud, ipereosinofilia (Descrizione di un caso)

Richetta A., Giustini S., Faiola R., Divona L., Carlesimo M., Calvieri S.

Università degli Studi «La Sapienza» - Roma Istituto di Clinica Dermatologica


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La necrosi digitale può presentarsi sia come manifestazione clinica in corso di discoagulopatie, malattie autoimmunitarie, malattie infettive, patologie tumorali, sindrome da ipereosinofilia ematica, sia come complicanza in seguito ad immuno-chemioterapia. Nel 30% dei casi il fenomeno di Raynaud è associato a tali patologie o può essere causa d’insorgenza di necrosi digitale. Descriviamo il caso di un paziente affetto da necrosi digitale a livello dell’estremità distale del II dito della mano destra accompagnata da sintomatologia modicamente dolorosa e fenomeno di Raynaud. Le indagini ematochimiche mostravano ipereosinofilia ematica ed un’inversione del rapporto CD4/CD8. Il dosaggio delle crioglobuline, la ricerca degli autoanticorpi antinucleo, dei markers tumorali ed i test per l’HIV, l’HBsAg e per l’HCV, davano esito negativo. L’indagine arteriografica degli arti superiori mostrava a destra alterazioni di tipo arteritico a livello dell’arcata palmare dell’arteria radiale ed assenza dell’arteria ulnare, mentre a sinistra erano presenti alterazioni arteritiche con ostruzioni multiple a livello del tratto medio inferiore dell’arteria ulnare e della radiale che si estendevano all’arcata palmare ed alle arterie digitali. Il paziente è stato quindi sottoposto a terapia anti-aggregante, vasodilatatrice e a terapia iperbarica, con un miglioramento del quadro clinico. Gli Autori descrivono questo caso per la rarità con la quale si riscontra tale quadro clinico e per il suo difficile inquadramento eziopatogenetico.

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