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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 December;135(6):703-6

lingua: Italiano

Porocheratosi ed immunosoppressione

Patrizi A., Morrone P., D’Acunto C., Raone B., Varotti E. *

Università degli Studi - Bologna Dipartimento di Medicina Clinica Specialistica e Sperimentale Sezione di Clinica Dermatologica (Direttore: Prof. C. Varotti)
* Università degli Studi - Ferrara Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale Sezione di Dermatologia (Direttore: Prof. A. Califano)


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La porocheratosi è un disordine, generalmente congenito, della cheratizzazione dell’epidermide, la cui causa è sconosciuta. Vengono descritte diverse forme cliniche di porocheratosi che hanno tuttavia un marker istopatologico comune costituito dalla lamella cornoide.
La più recente classificazione delle porocheratosi, elaborata da Shamrot et al. nel 1997 (tab. I) considera la forma associata a immunosoppressione, una variante a sé stante che si presenta nella maggior parte dei casi, con le caratteristiche cliniche della porocheratosi disseminata superficiale, talora della variante classica di Mibelli.
Riportiamo 2 casi di porocheratosi associata ad immunosoppressione.
Un paziente di 55 anni affetto da mielofibrosi idiopatica, trattato con metilprednisone 80-100 mg/die per 6 mesi, ed un paziente di 51 anni sottoposto a trapianto di rene 12 anni prima della nostra osservazione e sotto trattamento con prednisone 15 mg/die e azatioprina 100 mg/die.
Il primo paziente presentava 2 lesioni localizzate una sul dorso del piede destro e l’altra sulla coscia destra, il secondo presentava una localizzata sul dorso del piede destro.
Diverse sono le ipotesi di correlazione tra la porocheratosi e condizioni di immunosoppressione: secondo alcuni Autori le cellule di Langerhans rivestono in tal senso un ruolo centrale. Si ipotizza, infatti, che sia la riduzione numerica, che la perdita della funzione di immunosorveglianza, svolta da queste cellule, consenta una proliferazione incontrollata di cloni geneticamente mutati di cheratinociti da cui derivano le lesioni tipiche della porocheratosi.

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