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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 December;135(6):665-8

lingua: Italiano

Terapia immunosoppressiva in boli (pulse therapy) nel pemfigo

Montesu M. A., De Simone C., Masala M. V., Diociaiuti A. *, Cottoni F., Cerimele D.

Università degli Studi - Sassari Istituto di Clinica Dermatologica
* Policlinico «A. Gemelli» Università Cattolica Roma


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Obiettivo. Il pemfigo volgare (PV), associato in passato ad una elevata mortalità, ha visto migliorare notevolmente la prognosi con l’introduzione dei cortisonici nella sua terapia. L’uso prolungato di tali farmaci comporta tuttavia il verificarsi di numerosi effetti collaterali, per cui vengono proposte terapie con associazione di immunosoppressori.
Metodi. Nel presente studio si è utilizzato uno schema terapeutico a cicli con metilprednisolone e ciclofosfamide ad alti dosaggi in 17 pazienti, di cui 13 con PV, 2 con pemfìgo foliaceo (PF) e 2 con pemfigo seborroico (PS). Dodici pazienti erano maschi, 5 femmine e la loro età era compresa tra i 24 e i 73 anni. Ciascun paziente è stato sottoposto ad accertamenti ematochimici e strumentali che evidenziassero eventuali patologie associate. I pazienti hanno praticato un numero di cicli variabile da 6 a 18 e in 7 pazienti, sia all’inizio della terapia che ad ogni ciclo successivo, veniva praticato un prelievo per la titolazione degli anticorpi circolanti. Il follow-up varia da alcuni mesi a 2 anni.
Risultati. Notevoli miglioramenti del quadro clinico si sono rilevati in 14 pazienti, mentre in 3 casi, di cui 2 con PF e 1 con PV, non si è rilevato nessun miglioramento. Per quanto riguarda l’andamento del titolo anticorpale, si è evidenziato un modesto calo, ma solo in 2 casi si è verificata la negativizzazione.
Conclusioni. La buona risposta terapeutica rilevata utilizzando questo schema terapeutico nei pazienti affetti da pemfigo, induce a proporlo, dove praticabile, come un’ottima alternativa all’uso continuo e prolungato dei cortisonici, altrimenti indispensabili per tale patologia.

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