Ricerca avanzata

Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 Ottobre;135(5) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 Ottobre;135(5):625-7

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 Ottobre;135(5):625-7

 CASI CLINICI

Necrosi cutanea da morso di vipera (V. a. ammodytes)

Trevisan G., Pauluzzi P., Bressi N. *, Kljajic N.

Università degli Studi - Trieste Istituto di Clinica Dermatologica
* Museo di Storia Naturale - Trieste

I principali serpenti velenosi dell’area adriatica nord-orientale appartengono alla Famiglia Viperidae. Reperibili in tale territorio sono: Vipera ammodytes, Vipera aspis, Vipera berus, Vipera ursinii. La tossicità del morso di un serpente dipende da: potenza del veleno, quantità iniettata, dimensioni e condizioni del serpente e del soggetto morso. Il morso di vipera dà manifestazioni immediate e ritardate. Gli Autori descrivono un caso di morso di Vipera A. ammodytes occorso in una giovane donna.
Una donna sana di 27 anni che trascorreva una vacanza in Croazia, camminando scalza su un prato, veniva morsa da una vipera sul primo dito del piede destro. Dalla descrizione delle caratteristiche morfologiche del serpente, fornite dalla paziente, e considerando i serpenti presenti in quell’area, venne supposto trattarsi di Vipera A. ammodytes. Ad intenso dolore nella sede del morso, seguì eritema ed edema. Nausea e vomito erano associati. Vennero somministrati siero antivipera ed antitetanico. Dopo pochi giorni comparve necrosi della cute del dito a margini frastagliati, diffusa al piede. Era presente una moderata linfoadenomegalia inguinale. Venne somministrata cefalessina (1 g/die) e venne eseguita una toeletta chirurgica. La ferita detersa venne coperta (acido borico soluzione 3% e crema alla sulfadiazina d’argento 1%). Le lesioni guarirono con importanti esiti cicatriziali in circa 60 giorni. Gli Autori hanno riportato questo caso per le severe complicanze locali a seguito del morso di un serpente europeo.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina