Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 April;135(2) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 April;135(2):195-9

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014


eTOC

 

CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 April;135(2):195-9

lingua: Italiano

Linfoma cutaneo CD30+ (Ki-1) (Inquadramento patologico e descrizione di due casi clinici)

Passarini B., Bandini P., Zinzani P., Varotti C.

Università degli Studi - Bologna Dipartimento di Medicina Clinica Specialistica e Sperimentale Istituto di Dermatologia e Venereologia (Direttore: Prof. C. Varotti)
Istituto di Ematologia e Oncologia Medica Seragnoli (Direttore: Prof. S. Tura)


PDF  


Sotto la definizione di linfomi cutanei CD30+ si comprende uno spettro di patologie che va dalla papulosi linfomatoide (LyP) al linfoma a larghe cellule anaplastiche (ALCL).
L’espressione della CD30 positività si può trovare anche in eruzioni cutanee benigne o in Micosi Fungoide (MF), in quanto è espressione di semplice attivazione linfocitaria; da sola non costituisce fondamento sufficiente per porre diagnosi di sindrome linfoproliferativa.
ALCL è un linfoma cutaneo ad elevato grado di malignità che può colpire tutte le età e si può esprimere in forma primitiva cutanea, (più frequente negli adulti e a prognosi migliore) ed in forma sistemica sin dall’inizio (a prognosi severa, più frequente nei bambini).
Le manifestazioni cutanee sono rappresentate da poche lesioni nodulari che tendono ad ulcerarsi e a cui corrisponde, istopatologicamente, la presenza di un infiltrato a livello dermico e ipodermico, costituito prevalentemente da cellule linfoidi di grandi dimensioni con nuclei atipici e mitosi frequenti.
Si descrivono due casi clinici, un uomo di 56 anni ed una donna di 25 anni; in entrambi i casi si è arrivati alla diagnosi dopo una serie di ricoveri, diversi sospetti clinici e ripetuti prelievi bioptici non conclusivi in vari ambienti ospedalieri.
In un caso il paziente, dopo ripetuti cicli di chemioterapia e di radioterapia, è deceduto per la notevole aggressività del linfoma che ha portato a coinvolgimento sistemico diffuso (fegato, polmoni).

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail