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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 April;135(2):161-9

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Sentinel lymphonodectomy and micromorphometric S-staging, a successful new strategy in the management of cutaneous malignancies

Starz H., Balda B. R.

From the Department of Dermatology and Allergology Augsburg, Germany


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Il concetto del linfonodo sentinella (SLN) trova le sue radici teoriche concernenti la progressione tumorale linfogenica in un’idea del XVIII e XIX secolo scaturita da Valsalva, Virchow e Halsted. I prerequisiti tecnici come la linfoscintigrafia, il lymphatic mapping e l’immunoistochimica furono introdotti molti decenni fa. La tecnologia attuale del SLN, comunque, la quale combina tutti questi procedimenti risale a non più di otto anni. Nei pazienti affetti da melanoma si sono raggiunti rapidamente risultati soddisfacenti nell’identificazione e nella rimozione di quei linfonodi regionali che sono i bersagli iniziali di una diffusione linfogena delle cellule tumorali, in percentuale circa il 90%. Grazie all’istologia semiseriale di sezioni adagiate in paraffina ed all’adeguato immunolabelling, si sono potute scoprire metastasi nodali clinicamente ancora misteriose in una media del 20% dei casi di melanoma a rischio intermedio ed alto. Al contrario, non sono state riportate fino ad ora metastasi dei SLNs per melanomi al di sotto di 0.76 mm. Per questo la linfonodectomia sentinella (SLNE) è dispensabile in questi casi.
Dal 1992 due ulteriori progressi metodici hanno ridefinito essenzialmente la precisione chirurgica e la diagnosi istologica: 1) l’applicazione intraoperativa di sonde gamma e 2) la micromorfometria standardizzata che permette lo staging di routine delle metastasi del SLN (S-staging). Nei pazienti affetti da melanoma lo stadio S si è dimostrato come il miglior metodo di previsione non solo delle metastasi dei nodi non-sentinella nella rispettiva regione linfonodale, ma anche della disseminazione ematogenica primariamente inapparente. Dati preliminari dimostrano la stessa tendenza per altre malignità cutanee solide.
Perciò lo stadio S sarà probabilmente il riferimento più importante per le decisioni terapeutiche in base alla SLNE. Per esempio esiste sempre più l’evidenza che in molti casi dello stadio S1, forse anche S2, la SLNE abbia già di per sè un effetto curativo regionale. Se quest’ipotesi viene confermata dai futuri studi multicentrali, allora il completamento della linfonodectomia implicante una considerevole morbidità potrà essere ristretto ai pazienti dello stadio S3. Una selettività e stratificazione simile sarà indispensabile per il disegno di nuovi studi di terapie coadiuvanti.
Oltre a ciò il concetto di SLN offre la possibilità per lo studio di interazioni tumor-host quale response ed escape del sistema immunitario. A questo punto il cancro potrebbe perdere una parte ulteriore della sua indeterminabilità e ci vengono forniti nuovi punti di riferimento per terapie specifiche.

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