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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2000 Febbraio;135(1):21-7

lingua: Italiano

Dati personali preliminari sulla tecnica del linfonodo sentinella. Un nuovo standard nell’approccio diagnostico e terapeutico del melanoma

Crudeli F., Bagnoni G., Fedi E., Ceccarini M., Marchetti G. *, Morini V. **

ASL 6 - Regione Toscana - Ospedale di Livorno UO Dermatologia (Direttore: Prof. F. Crudeli)
* UO Anatomia Patologica
** UO Medicina Nucleare


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La tecnica del linfonodo sentinella, nata come superamento della dissezione linfonodale elettiva (ELND), si basa su principio che ad ogni regione cutanea corrisponda una ben definita area di drenaggio linfatico, che si dirige sempre inizialmente in un linfonodo specifico, detto linfonodo sentinella (SN), la cui istologia dovrebbe quindi riflettere quella del resto del distretto linfonodale d’appartenenza.
Sarebbe dunque risparmiata la morbilità della ELND, e resa possibile la somministrazione di terapie adiuvanti ai pazienti in una fase precoce, prima dello sviluppo di metastasi linfatiche clinicamente rielevabili, e la rimozione di una fonte di possibile disseminazione metastatica.
Descriveremo alcuni casi personali preliminari: abbiamo riscontrato in 4/17 casi ripetizione metastatica della malattia nel linfonodo sentinella; in 3 dei 4 pazienti successivamente sottoposti ad ELND il linfonodo sentinella era l’unica sede di ripetizione metastatica.
Non abbiamo registrato complicanze postoperatorie.
I dati preliminari sopra esposti evidenziano i presupposti per intensificare gli sforzi finalizzati a standardizzare e perfezionare la tecnica del linfonodo sentinella, una metodica che, qualora tali premesse venissero confermate da un adeguato follow-up, potrebbe radicalmente cambiare la terapia chirurgica del melanoma, poiché semplice, poco invasiva (nella nostra limitata esperienza non abbiamo registrato complicanze postoperatorie), con un rapporto costi/benefici favorevole, in grado di fornire una dettagliata stadiazione linfonodale in tutti i pazienti affetti da melanoma di spessore intermedio in CS1.

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