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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 December;134(6):607-11

lingua: Italiano

Silicone skin expanders e sclerodermia. Analisi critica della possibile relazione e discussione di un caso clinico

Passarini B., Bandini P., Calderoni O., Varotti C.

Università degli Studi - Bologna, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Sezione di Clinica Dermatologica


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Si descrive un caso di sclerodermia sistemica a rapida evoluzione, insorto in una paziente di 34 anni, dopo 8 mesi dal posizionamento di un espansore cutaneo, successivo ad intervento di mastectomia radicale destra per carcinoma mammario lobulare e duttale infiltrante. L’espansore cutaneo consiste in una protesi temporanea che viene applicata in sede di intervento demolitivo della mammella, per mantenere l’elasticità dei tessuti, in attesa dell’applicazione di protesi definitiva; risulta composto da una camera interna contenente soluzione fisiologica, rivestita esternamente da una membrana di silicone. In considerazione dei dati della letteratura, gli Autori ritengono che l’insorgenza della patologia cutanea possa essere correlata con l’applicazione dell’espansore: il miglioramento del quadro clinico, ottenuto già dopo 2 mesi dalla rimozione della protesi, ha confermato l’ipotesi della relazione causale tra i due eventi. Rimane tuttora argomento di discussione il possibile ruolo del silicone contenuto nelle protesi, quale agente determinante lo sviluppo di patologie autoimmuni (non solo sclerodermia, ma anche dermatomiosite e connettivite mista): per alcuni è ancora da dimostrare la concomitanza non casuale dei due eventi; per altri si tratta di un fatto ormai assodato di cui si identificano anche i meccanismi immunologici; le protesi si comporterebbero come sorgente continua di materiale antigenico, in quanto particelle di silicone verrebbero disperse dall’involucro protesico, rappresentando uno stimolo continuo per i macrofagi al rilascio di molecole quali PDGF e TGFβ, con azione di reclutamento e stimolo dei fibroblasti alla produzione di collagene.

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