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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse

Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0392-0488

Online ISSN 1827-1820

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 Agosto;134(4):383-90

 NOTE DI TERAPIA

Valutazione clinica, istologica e immunoistochimica dell’effetto del calcipotriolo topico sulla proliferazione e differenziazione nelle cheratosi seborroiche

Brunetti R. 1, Castagna M. 2, Boccardi B. 2, Cervadoro G. 1, Pingitore R. 2

1 Università degli Studi - Pisa, Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia;
2 Laboratorio di Anatomia Patologica del Dipartimento di Chirurgia

Obiettivo. Scopo dello studio è una valutazione clinica, istologica e immunoistochimica dell’effetto del calcipotriolo topico nelle cheratosi seborroiche.
Metodi. Diciassette pazienti con cheratosi seborroiche del tronco hanno applicato calcipotriolo unguento su una lesione per 12 settimane. Al termine del trattamento, per ciascun paziente, sono state asportate sia la lesione trattata sia una non trattata come controllo. I campioni istologici sono stati indagati con gli anticorpi monoclonali PC10 (per l’antigene PCNA), AE1 (per le citocheratine acide) e AE3 (per le citocheratine basiche). All’esame obiettivo le lesioni trattate si sono ridotte di spessore e diametro.
Risultati. La misurazione al microscopio ha confermato una riduzione dello spessore (media 0,43 mm) rispetto ai controlli (media 1,05 mm). Nei controlli la percentuale di cellule PCNA-positive (media 17,8 %;) era elevata rispetto a quella delle lesioni trattate ( media 7,18%; ). La maggior parte dei controlli ha presentato una positività superiore al 10% mentre solo pochi casi trattati erano al di sopra di tale valore. In 1/3 dei controlli AE1 non ha marcato lo strato basale mentre nelle lesioni trattate l’anticorpo ha marcato sempre lo strato basale. AE3 ha marcato tutti gli strati delle cheratosi seborroiche tanto nei controlli quanto nei preparati trattati.
Conclusioni. Il calcipotriolo topico riduce l’espressione clinica delle cheratosi seborroiche senza determinarne la completa regressione. L’effetto più significativo si ha sullo spessore delle lesioni, misurato dallo strato basale al granuloso. Come nella psoriasi, anche nelle cheratosi seborroiche il calcipotriolo interferisce con la proliferazione e la differenziazione cellulare. In particolare, è possibile che il calcipotriolo, riducendo l’attività proliferativa nei vari strati delle lesioni, ne riduca anche il compartimento staminale.

lingua: Italiano


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