Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 August;134(4) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 August;134(4):339-42

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014


eTOC

 

CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 August;134(4):339-42

lingua: Inglese

Sindrome da Carcinoide con prevalente manifestazione cutanea

Pezzarossa E.

Azienda Istituti Ospitalieri - Cremona, Divisione Dermatologica


PDF  


Il termine Sindrome da Carcinoide viene utilizzato per descrivere le manifestazioni umorali dei tumori carcinoidi: flushing, broncocostrizione, ipermotilità intestinale, cardiopatia ed episodi ipotensivi. Questi sintomi sono determinati dall’ipersecrezione di serotonina, istamina, dopamina e, in particolare, da tachichinine (kallicreina, sostanza-P, neurokinina-A, neuropeptide-K). Il nostro proposito è di evidenziare che le indagini relative al flushing non vanno trascurate poiché la diagnosi precoce dei tumori gastroenteropancreatici migliora sensibilmente la prognosi. Descriviamo il caso di un uomo di 41 anni inviato al nostro ambulatorio per sospetta Rosacea. Il paziente presentava da quasi due anni, intensi episodi di flushing al volto ed un eritema persistente anche in zone non fotoesposte. Da più di un anno riferiva inoltre episodi asmatiformi, curati con β-2 stimolanti spray. La diagnosi di Sindrome da Carcinoide venne posta dopo il ricovero del paziente in Divisione Dermatologica, sulla base del dosaggio dell’escrezione urinaria dei metaboliti di serotonina e catecolamine e dopo lo studio completo dell’apparato digerente. Il trattamento della neoplasia primitiva richiese la resezione del tumore, individuato nell’ileo grazie ad una laparotomia esplorativa, mentre le metastasi epatiche furono trattate con la ripetuta chemioembolizzazione dell’arteria epatica con doxorubicina e lipiodol ed un trattamento medico continuativo con alfa-interferon e octreotide. La prognosi associata a questi tumori varia con l’estensione delle metastasi evidenti al momento della diagnosi. Dopo 18 mesi di follow-up sono scomparsi i sintomi cutanei e respiratori ed in gran parte regredite le metastasi epatiche.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail