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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 June;134(3):201-5

lingua: Italiano

Acido glicolico ed acido cogico. Un connubio innovativo

Cotellessa C., Mazzocchetti G., Giacomello R., Peris K., Chimenti S.

Università degli Studi - L’Aquila, Clinica Dermatologica


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Obiettivo. Le iperpigmentazioni cutanee localizzate al viso ed al collo rappresentano condizioni di osservazione molto comune, il cui trattamento richiede tempi molto lunghi, con risultati spesso insoddisfacenti. Recentemente, è stata introdotta una sostanza ad azione depigmentante, l’acido cogico. Si tratta in un antibiotico prodotto da alcune specie di funghi, il cui effetto schiarente è probabilmente determinato da un’inibizione specifica della tirosinasi. Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare l’efficacia e la tollerabilità di un trattamento combinato con acido glicolico ed acido cogico in un gruppo di pazienti affetti da iperpigmentazioni cutanee.
Metodi. 12 pazienti di sesso femminile con iperpigmentazioni localizzate al volto sono state trattate con un gel contenente acido glicolico al 50% ed acido cogico al 10%, applicato sulla cute del viso per 10-15 minuti ed in seguito risciacquato. Tale applicazione è stata ripetuta con frequenza settimanale per un periodo complessivo di 3-6 mesi.
Risultati. Una completa scomparsa della iperpigmentazione è stata osservata in 3/12 soggetti (25%), una regressione parziale in 8 pazienti (67%), mentre in 1 caso (8%) non è stato evidenziato alcun miglioramento. In nessuna delle pazienti trattate è stata osservata la comparsa di effetti collaterali.
Conclusioni. L’osservazione dell’efficacia di un trattamento combinato con acido glicolico ed acido cogico ad alte concentrazioni e della sua perfetta tollerabilità, permette di proporlo come valida alternativa terapeutica in soggetti affetti da iperpigmentazioni cutanee.

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