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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 June;134(3):197-200

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Dermatite polimorfa solare. Prevenzione mediante filtri UV e diidrossiacetone

Riccio G., Masturzo E., Del Sorbo A., Riccardo A. M., Piccirillo M., Monfrecola G.

Università «Federico II» - Napoli, Clinica Dermatologica


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Obiettivo. I filtri solari ad elevato fattore di protezione (FP) rappresentano un presidio fondamentale nella prevenzione della dermatite polimorfa solare (DPS).
Metodi. Nel presente studio abbiamo valutato l’efficacia di un’associazione fra un sistema altamente filtrante gli UV (FP= 60 B; 12 A+IR) e un prodotto contenente diidrossiacetone nel prevenire le manifestazioni cliniche della DPS. Lo studio è stato condotto su 20 soggetti volontari di sesso femminile affetti da DPS con fototest iterativo positivo nell’UVA. In ciascun volontario venivano praticate – su un’area cutanea di 5×5 cm al décolléte (simmetrica rispetto a quella su cui in precedenza era stato espletato il fototest iterativo) – irradiazioni quotidiane con UVA per 3 settimane. Tale area veniva protetta col filtro in esame e trattata con un prodotto contenente diidrossiacetone. Lo schema irradiativo seguito sia, in fase preliminare, per il fototest iterativo sia sull’area test prevedeva nei primi 3 giorni l’esposizione rispettivamente a 20, 35 e 40 J/cm2 di UVA; dal IV giorno fino a fine dello studio a 60 J/cm2 di UVA. La dose giornaliera veniva erogata in 2 esposizioni: metà dose al mattino e metà al pomeriggio. Le irradiazioni venivano interrotte al comparire delle reazioni isomorfe.
Risultati. In tutti i volontari si è riscontrata reazione isomorfa sull’area sottoposta a fototest iterativo con un dosaggio medio di UVA pari a 181 J/cm2. Sull’area test, trattata con diidrossiacetone+filtro, non si osservava positività al fototest in alcun soggetto.
Conclusioni. È possibile pertanto ipotizzare che l’utilizzo dell’associazione di prodotti testati costituisca un valido presidio nella prevenzione della DPS.

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