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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse

Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0392-0488

Online ISSN 1827-1820

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 Aprile;134(2):115-22

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Terapia della scabbia: problema ricorrente. Motivi degli insuccessi e nuove proposte

Ena P., Spano G., Leigheb G.

Università degli Studi - Sassari, Istituto di Clinica Dermatologica

L’aumentata incidenza dell’infestazione scabbiosa, ed i fenomeni di resistenza ai trattamenti usuali con sempre più frequenti insuccessi terapeutici, impongono al dermatologo la ricerca di nuove terapie acaricide più efficaci e più accettate dal paziente.
I topici galenici tradizionali, compresi i polisolfuri, pur possedendo un’indiscussa azione antiparassitaria hanno odore sgradevole, richiedono molteplici applicazioni, provocano frequenti fenomeni di irritazione locale e talora segni di tossicità sistemica. Conseguentemente la compliance dei pazienti è scarsa ed il rischio di reinfestazione è alto. Altre sono poi le cause di insuccesso terapeutico nella scabbia umana: reinfestazione al termine della terapia, forme paucisintomatiche con rari acari (difficili da ritrovare), possibile resistenza dell’ acaro ad alcuni antiparassitari (DDT, benzoato di benzile) alle concentrazioni atossiche, pazienti defedati o con deficit immunitari fortemente recettivi alla parassitosi, pazienti sensibilizzati al principio attivo o a sostanze contenute nei preparati commerciali ed infine, inadeguata informazione sulle corrette modalità di trattamento data dal medico al paziente.
Recentemente sono state introdotte nuove molecole antiscabbia per uso topico ed anche sistemico; fra le prime si sono dimostrate efficaci la permetrina (piretrina sintetica) ed il bisbutilcarboetilene. Farmaci per via orale capaci di eradicare l’infestazione sono l’ivermectina ed alcuni imidazolici antielmintici: tiabendazolo e flubendazolo. Per quanto attiene agli acaricidi sistemici, sono necessari ulteriori studi farmacologici, tossicologici e clinici controllati. Essi potrebbero essere di grande vantaggio soprattutto in pazienti in cui è richiesta una notevole compliance o in cui è difficoltoso effettuare adeguata terapia topica.

lingua: Italiano


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