Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 February;134(1) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 February;134(1):35-9

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014


eTOC

 

CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1999 February;134(1):35-9

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La malattia di Lyme in Abruzzo

Fazii P., Riario Sforza G.

Ospedale «Spirito Santo» - Pescara, Servizio di Patologia Clinica


PDF  


La malattia di Lyme è una spirochetosi il cui agente causale, la Borrelia burgdorferi, viene trasmessa mediante la puntura di zecche infette. È diffusa nell’emisfero boreale, particolarmente negli USA, in Europa e in alcune regioni asiatiche.
In Italia si presenta endemica in alcune regioni settentrionali, mentre casi sporadici sono stati osservati nel resto della penisola. In Abruzzo abbiamo segnalato il primo caso nel 1994; successivamente il nostro gruppo di studio ha confermato, mediante metodiche sierologiche (ELISA e Western blot), undici casi autoctoni di malattia di Lyme, clinicamente sospetti. Si è trattato di soggetti con sintomatologia prevalentemente articolare in otto casi, con sintomi neurologici in due casi e con segni esclusivamente dermatologici nei restanti due. Solo tre pazienti ricordavano di essere stati punti dalla zecca. I soggetti colpiti erano per lo più giovani adulti, mentre il sesso femminile è stato il più rappresentato con otto casi. Si è trattato infine di soggetti prevalentemente residenti in centri urbani rivieraschi. L’assenza di segnalazioni ufficiali di casi di malattia di Lyme nell’entroterra abruzzese, nonostante le caratteristiche epidemiologiche ottimali alla diffusione del vettore, ci ha indotti a studiare la prevalenza degli anticorpi anti Borrelia burgdorferi in gruppi di soggetti professionalmente esposti alla puntura di zecche o di altri artropodi.
In tal modo siamo stati in grado di dimostrare la presenza degli anticorpi anti Borrelia burgdorferi in alcuni operatori residenti nei territori del Parco Nazionale d’Abruzzo e del Parco Nazionale della Maiella (dati preliminari).
Questi dati ci fanno concludere che la malattia di Lyme, pur sottostimata, è presente nella nostra regione, e che l’infezione assume in Abruzzo una diffusione a «macchia di leopardo».

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail