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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse

Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0392-0488

Online ISSN 1827-1820

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 Dicembre;133(6):417-23

 ARTICOLI ORIGINALI

Determinazione «outdoor», in alta quota, del fattore di protezione solare di una crema ad alta protezione

Leone G. 1, Iacovelli P. 2, Cametti M. 3, Leigheb G. 3

1 Istituto Dermatologico «S. Gallicano» - IRCCS - Roma;
2 Università degli Studi - L’Aquila, Clinica Dermatologica;
3 Università degli Studi - Sassari e Novara, Clinica Dermatologica

Introduzione. Scopo della ricerca è quello di valutare il fattore di protezione (FP) di una crema solare ad alta protezione in condizioni naturali d’uso (outdoor) e di confrontarlo col FP dichiarato, calcolato in laboratorio.
Metodi. Uno studio sulla attività fotoprotettiva di una crema antisolare ad alta protezione è stato condotto a 3200 m s.l.m. con metodica «outdoor». Sono stati arruolati 11 volontari sani, con fototipo chiaro, abitualmente dediti all’attività escursionistico-alpinistica in alta montagna. Nel corso dello studio è stato calcolato l’FP della crema antisolare monitorando le esposizioni in ambiente naturale, con un dosimetro di Robertson- Berger (UV 501 Biometer). È stata impiegata la metodica suggerita dalla FDA, con alcuni miglioramenti propri del metodo europeo COLIPA. Il prodotto è stato applicato in quantità inferiore allo standard di 2 mg/cm2 per abbreviare i tempi di esposizione.
Risultati. La crema testata, interamente composta da schermanti fisici, ha mostrato di possedere un FP «outdoor» di 9,72, a fronte di un FP dichiarato «indoor» di 15. Il calo da noi verificato nel FP calcolato è lievemente inferiore a quanto riscontrato nel corso di altri studi, peraltro eseguiti a livello del mare. Pertanto il risultato ottenuto può essere considerato soddisfacente, tenendo conto delle condizioni particolarmente severe in cui il test è stato eseguito (alta quota, bassa temperatura). Segnaliamo alcuni inconvenienti propri dei prodotti fotoprotettori costituiti solo da schermanti fisici che possono portare ad una riduzione del loro potere protettivo, soprattutto in condizioni estreme (distribuzione non uniforme sulla cute, scarsa resistenza all’acqua).
Conclusioni. Riteniamo comunque che la metodica innovativa da noi introdotta sia particolarmente valida per la verifica delle qualità fotoprotettive di un antisolare in condizioni reali d’uso.

lingua: Italiano


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