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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 Dicembre;133(6):411-5

lingua: Inglese

Fototerapia della follicolite eosinofila HIV-associata. Risultati preliminari

Gnecchi L., Caccialanza M., Piccinno R., Beretta M. V.

Department of Photoradiotherapy, Institute of Dermatological Sciences, University of Milan, Ospedale Maggiore ­IRCCS, Milan


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Introduzione. La fol­li­co­lite eosin­o­fi­la HIV-asso­cia­ta (FE-HIV), attu­al­mente con­si­der­a­ta ­come ­un’entità clin­i­ca ben defi­ni­ta, è una der­ma­to­si il cui approc­cio ter­a­peu­ti­co è anco­ra con­tro­ver­so. Numerose ter­a­pie ­sono ­state impie­gate con risul­ta­ti non uni­vo­ci.
Scopo del lavoro è stato di determinare, in una ­serie di pazien­ti por­ta­to­ri di FE-HIV cor­ret­ta­mente clas­sif­i­ca­ti e stu­di­a­ti, l’efficacia del­la fotot­e­ra­pia.
Materiali e me­to­di. È sta­to effet­tu­a­to uno stu­dio ret­ro­spet­ti­vo su ­cinque pazien­ti, di ses­so mas­chile, sot­to­pos­ti a fotot­e­ra­pia nel peri­odo 1994-1997. Nel cor­so del trat­ta­men­to nes­sun ­paziente ha ass­unto far­ma­ci spe­cif­i­ci per il pru­ri­to. Sono ­state util­iz­zate sor­gen­ti di radi­az­i­one ultra­vi­o­let­ta con emis­sione spet­trale com­pre­sa sia nel­la ­zona ­degli UVB che ­degli UVA. Le appli­caz­i­o­ni ­sono ­state effet­tu­ate con un rit­mo bi- o tri-set­tim­a­nale. Le ­dosi di radi­az­i­one ultra­vi­o­let­ta ero­gate ­sono ris­ul­tate com­prese tra 8,6 e 338 J/cm2 (dose ­media ­totale: 89,13 J/cm2).
Risultati. In 3 ­casi si è avu­ta una ris­pos­ta ­alla tera­pia valu­ta­ta ­come mar­ca­ta (>70% di ridu­zi­one del pru­ri­to e di scom­par­sa ­dell’obiettività cut­an­ea); in 1 una ris­pos­ta con­si­dera­ta ­come ­lieve (<50% nei con­fron­ti ­degli stes­si par­a­me­tri) e, nel ­caso rim­a­nente, nes­su­na ris­pos­ta. L’azione anti­pru­rig­i­no­sa e quel­la eser­cit­a­ta ­sull’obiettività cut­an­ea dal­la radi­az­i­one ultra­vi­o­let­ta ­sono ris­ul­tate par­allele e si ­sono evi­den­zi­ate in ­media ­dopo 8 ­sedute (­range 6-12). È sta­to pos­si­bile ­seguire ­l’evoluzione del­la mal­at­tia per un peri­odo di 1-18 ­mesi (media 5,4 ­mesi) dal ter­mine del­la fotot­e­ra­pia. Non si ­sono verif­i­ca­ti effet­ti col­lat­e­ra­li ­durante la tera­pia.
Conclusioni. I risul­ta­ti otte­nu­ti, che con­si­der­i­a­mo pre­lim­i­na­ri ­perchè riguar­dan­ti un ­numero esi­guo di ­casi con un ­breve fol­low-up, dimos­tra­no ­un’apprezzabile effi­ca­cia del­la fotot­e­ra­pia sia sul sin­to­mo pru­ri­to che ­sulle lesio­ni cut­anee. L’obiettività clin­i­ca ­tende tut­ta­via a ricom­pa­rire ­dopo la sos­pen­sione del­la fotoes­po­siz­i­one. Il trat­ta­men­to è da ­tenere in con­sid­e­raz­i­one ­anche per la sua sic­u­rez­za, per ­l’assenza di effet­ti col­lat­e­ra­li e per la ­possibilità di ­essere rip­e­tu­to.

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