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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 December;133(6):405-10

lingua: Italiano

Campagna per la diagnosi precoce del melanoma: quanto è efficace l’azione di «filtro» del medico di famiglia?

Carli P. 1, Nardini P. 1, Moretti S. 2, De Giorgi V. 1, Mannone F. 1, Donati E. 1

1 Università degli Studi - Firenze, I Clinica Dermatologica;
2 Università degli Studi - Firenze, II Clinica Dermatologica


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Premessa. Nella organizzazione delle campagne per la diagnosi precoce del melanoma eseguite in Italia viene attribuita grande importanza al ruolo del medico di famiglia, chiamato a selezionare le lesioni pigmentate da inviare al controllo specialistico. Tale procedura dovrebbe consentire una maggiore specificità rispetto all’accesso diretto al centro dermatologico da parte dei pazienti.
Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è quello di analizzare la specificità di invio delle lesioni pigmentate al centro di screening dermatologico da parte del medico di famiglia.
Disegno. Sono state esaminate le caratteristiche cliniche di una serie consecutiva di lesioni pigmentate sulla base delle quali il medico di famiglia aveva motivato l’invio del paziente al controllo dermatologico.
Metodi. In base alle caratteristiche cliniche, le lesioni sono state suddivise in due gruppi per i quali l’invio al centro dermatologico è stato considerato giustificato [melanoma, tumori epiteliali e precancerosi, lesioni pigmentate (melanocitarie e non) clinicamente atipiche] oppure ingiustificato (nevi melanocitari, cheratosi seborroiche, dermatofibrosi, angiomi, con aspetto clinico tipico).
Risultati. Nel 37% dei casi le lesioni esaminate erano state correttamente identificate — sulla base dei caratteri clinici — come «sospette» e pertanto l’invio al centro era da ritenersi giustificato pur trattandosi in alcuni casi di neoformazioni risultate poi benigne all’esame dermatologico. Negli altri casi, l’invio al centro di screening dermatologico era da ritenersi non giustificato; in tali casi — a causa delle manifestazioni cliniche tipiche delle lesioni — la diagnosi di benignità era da considerarsi alla portata del medico non specialista.
Conclusioni. La selezione da parte del medico di famiglia delle lesioni pigmentate da sottoporre a controllo specialistico include un’elevata percentuale di lesioni benigne «clinicamente tipiche» per le quali l’invio al centro dermatologico non risulta giustificato.

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