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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 Ottobre;133(5):315-7

lingua: Italiano

Ruolo delle IgE nella patogenesi del pemfigoide bolloso

Balestrero S., Cozzani E., Parodi A., Rebora A.

Università degli Studi - Genova, Clinica Dermatologica


PDF  ESTRATTI


Introduzione. Il pemfigoide bolloso (PB) è una patologia autoimmune caratterizzata dal frequente riscontro di elevati livelli di IgE circolanti.
L’obiettivo di questo studio è valutare l’aumento delle IgE nel PB ed il loro ruolo nella patogenesi dello stesso.
Metodi. Nel nostro studio abbiamo valutato il livello di IgE circolanti totali (PRIST) e di IgG e IgE dirette contro strutture cutanee mediante metodiche di immunofluorescenza indiretta e immunoblotting (IB) in 19 sieri di pazienti affetti da PB.
Risultati. L’IB, eseguito su un estratto di cheratinociti e su una proteina ricombinante dell’antigene maggiore di 230 kDa (rBP55), ha rivelato una reattività IgG per gli antigeni del PB in 15 casi. Otto pazienti avevano anticorpi circolanti diretti esclusivamente contro l’Ag maggiore di 230 kDa; in 6 casi gli anticorpi circolanti riconoscevano entrambi gli antigeni di 230 e 180 kDa; in un unico caso si aveva una reattività diretta contro l’antigene minore di 180 kDa. L’antigene maggiore di 230 kDa veniva riconosciuto dalle IgE circolanti in 2 dei 19 pazienti. L’IB eseguito con la proteina ricombinante rBP55 dava in 11 dei 19 casi un reattività a 55 kDa in IgG e in 6 casi in IgE.
Conclusioni. I nostri dati confermano che nei soggetti affetti da PB sono presenti alti livelli di IgE totali e anti-membrana basale dirette solo verso l’antigene maggiore di 230 kDa. La più elevata sensibilità dell’IB con rBP55 potrebbe essere dovuta alla maggiore esposizione degli epitopi immunodominanti per le IgE in tale proteina rispetto all’esposizione degli stessi su estratto cheratinocitario. L’rBP55 per la sua configurazione lineare sarebbe, infatti, più accessibile alle immunoglobuline.

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