Ricerca avanzata

Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 Febbraio;133(1) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 Febbraio;133(1):7-12

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 1998 Febbraio;133(1):7-12

 ARTICOLI ORIGINALI

Melanoma cutaneo. Luci e ombre sui precursori possibili

Bondi R. 1, Dini M. 2, Urso C. 3

1 Università degli Studi - Firenze, Istituto di Anatomia Patologica
2 Cattedra di Chirurgia Plastica
3 Ospedale S. Maria Annunziata - Firenze, U. O. Anatomia Patologica

Diverse lesioni melanocitiche sembrano avere il ruolo di precursore del melanoma cutaneo: il nevo blu cellulare, i nevi di Ota e di Ito, il nevus spilus, la lentigo solare, i nevi congeniti, i nevi acquisiti, i nevi displastici. La frequenza della trasformazione maligna di queste lesioni è in genere bassa, ma la percentuale di melanomi che mostra un’associazione istologica con un nevo melanocitico è relativamente elevata. La determinazione del tipo di nevo è difficile, perché spesso residua una piccola parte di lesione e perché i caratteri istologici del nevo displastico rispetto al nevo comune non sono rigorosamente definiti. I principali fattori che determinano l’entità del rischio sembrano essere l’attività proliferativa con espressioni di atipia cellulare dei nevi, il background costituzionale dell’individuo e lo stimolo in senso neoplastico di fattori esogeni.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina