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CHIRURGIA

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Chirurgia 2015 Agosto;28(4):131-6

lingua: Italiano

Riconoscere e “salvare” le paratiroidi in corso di tiroidectomia totale: come fare? Studio intraoperatorio

Pronio A. 1, Coluzzi M. 1, Pannozzo C. 1, Piroli S. 1, De Luca A. 1, Mariani P. 1, Vestri A. 2, Montesani C. 1

1 Dipartimento di Chirurgia Generale “P. Stefanini”, “Sapienza” Università di Roma, Roma, Italia;
2 Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive, “Sapienza” Università di Roma, Roma, Italia


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OBIETTIVO: La tiroidectomia totale è l’intervento chirurgico maggiormente realizzato per il trattamento della patologia tiroidea sia benigna che maligna. I rischi più rilevanti di questa chirurgia sono: la lesione del nervo ricorrente e l’asportazione accidentale di una o più ghiandole paratiroidi con ipoparatiroidismo secondario e ipocalcemia transitoria o definitiva. Per tale motivo presentiamo i dati di uno studio anatomo-chirurgico sulle ghiandole paratiroidi, che sono state sistematicamente ricercate e preparate in corso di tiroidectomia totale extra-capsulare per patologia tiroidea, allo scopo di ridurre al minimo le conseguenze legate all’ipoparatiroidismo per lesioni accidentali della paratiroidi.
METODI: Oggetto dello studio è un gruppo di 357 pazienti sottoposti a tiroidectomia totale dal 2002 al 2012, Nel corso dell’intervento, abbiamo sistematicamente ricercato le ghiandole paratiroidi e raccolto i dati relativi al numero, posizione, sede, simmetria, forma, colore, dimensioni e vascolarizzazione.
RISULTATI: Sono state individuate 1165 paratiroidi. la paratiroide più frequentemente repertata è stata la superiore destra (307 ghiandole, 27%) con sede posta nel 87% all’incrocio tra arteria tiroidea inferiore e ricorrente. La paratiroide inferiore ha una localizzazione più variabile rispetto alla superiore nel 67% in sede postero laterale. Nonostante la variabilità della sede anatomica delle paratiroidi, esse si dispongono prevalentemente in posizione simmetrica ai due lati del collo. Nei nostri pazienti non si è verificato alcun caso di ipoparatiroidismo permanente né lesioni ricorrenziali.
CONCLUSIONI: Solo un’accurata conoscenza dell’anatomia e una tecnica chirurgica rigorosa possono aiutare il chirurgo nel prevenire quella che è attualmente la complicanza più frequente nella chirurgica tiroide.

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