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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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Chirurgia 2015 June;28(3):103-17

lingua: Italiano

Biomateriali sintetici per la ricostruzione cranio-facciale

Stimolo M. 1, Meloni S. M. 2, Ligas E. 3, Soma D. 4, De Riu G. 1

1 UOC Chirurgia Maxillo‑Facciale, Dipartimento Scienze Chirurgiche Microchirurgiche e Mediche, Università degli Studi di Sassari, Sassari, Italia;
2 Clinica Odontoiatrica, Dipartimento Scienze Chirurgiche Microchirurgiche e Mediche, Università degli Studi di Sassari, Sassari, Italia;
3 UO Comparto Operatorio, Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Sassari, Sassari, Italia;
4 Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo‑Facciale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italia


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Diversi impianti, biologici e protesici, sono stati proposti per raggiungere il miglior risultato clinico nella ricostruzione dell’estremo cefalico. Ogni biomateriale sinora testato presenta caratteristiche intrinseche favorevoli unitamente a proprietà svantaggiose per il paziente. Il biomateriale ideale ancora non esiste ma è riscontrabile un progressivo affinamento nella sintesi delle protesi più avanzate. Una disamina sistematica della letteratura è stata effettuata al fine di analizzare e valutare i risultati ottenuti con l’utilizzo dei materiali da impianto più frequentemente adottati per la ricostruzione cranio-facciale. Nessun biomateriale è ancora considerato l’ideale per la ricostruzione cranio-facciale, ma esistono diverse opzioni a disposizione del chirurgo, anche in relazione alle diverse caratteristiche delle regioni da ricostruire. La scelta è influenzata da molti fattori, tra cui le caratteristiche specifiche del difetto, la storia clinica del paziente, la duttilità e facilità d’impiego, la resistenza alle infezioni e, non ultimo, il costo. I criteri per la scelta del materiale ottimale dell’impianto o innesto sono spesso piuttosto empirici. Lo sviluppo di un protocollo standard per guidare gli operatori nel processo decisionale sarebbe auspicabile, al fine di ridurre al minimo le possibili complicanze e di migliorare la qualità della vita del paziente.

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