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Chirurgia 2014 April;27(2):73-8

Copyright © 2014 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Resezione epatica “RF-assisted”: analisi della strategia operatoria resettiva nel paziente oncologico

Percivale A. 1, Griseri G. 2, Gastaldo A. 3, Benasso M. 4, Serafini G. 5, Pellici R. 1

1 Department of Surgery, Hepatobiliary Unit Santa Corona Hospital, Pietra Ligure, Savona, Italy;
2 Department of Surgery, Hepatobiliary Unit San Paolo Hospital, Savona, Italy;
3 Department of Radiology, Advanced Biotechnologies Unit San Paolo Hospital, Savona, Italy;
4 Department of Medicine, Medical Oncology San Paolo Hospital, Savona, Italy;
5 Department of Radiology Radiology and Interventional Radiology Unit Santa Corona Hospital, Pietra Ligure, Italy


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OBIETTIVO: L’obiettivo principale della resezione epatica per malattia primitive e secondaria neoplastica è rappresentato dalla resezione parenchimale senza residuo di malattia sulla trancia di sezione. Trasfusioni intraoperatorie e morbidità rappresentano tutt’oggi fattori predittivi di sopravvivenza enfatizzando pertanto l’importanza di procedure chirurgiche dedicate alla minimizzazione delle perdite ematiche intraoperatorie. L’obiettivo finale di questo lavoro è rappresentato dalla valutazione della strategia operatoria resettiva epatica con radiofrequenza per i tumori maligni epatici focalizzando l’attenzione sulle perdite ematiche intraoperatorie, la necessità di trasfusioni per operatorie, sulla valutazione del margini di resezione e della recidiva sullo stesso con tomografia computerizzata durante follow-up a lungo termine.
METODI: Tra giugno 2003 e febbraio 2009 presso l’Unità Epatobiliare del Dipartimento di Chirurgia dell’Ospedale Santa Corona sono state eseguite 68 resezione epatiche con radiofrequenza utilizzando ago Cool Tip e dispositivo Habib Sealer 4x. L’indicazione più frequente per la resezione epatica assistita da ago da radiofrequenza è stata la patologia metastatica epatica da tumore del colon retto ed a seguire pazienti con tumore epatico primitivo, metastasi epatiche da carcinoma mammario ed altri tipi di lesioni secondarie metastatatcihe epatiche.
RISULTATI: Abbiamo eseguito un tortale di 68 resezioni epatiche: 48 pazienti presentavano un tumore solitario mentre i restanti 20 pazienti avevano più di una lesione epatica. Le resezioni eseguite variavano dalla resezione atipica alla epatectomia destra. Resezioni epatiche minori sono state eseguite in 48 pazienti mentre epatectomie maggiori includenti tre o più segmenti sono state eseguite in 20 pazienti. La media delle perdite ematiche intraoperatorie stimate su sistema di aspirazione sono state di 123 mL: non c’è stata necesità di trasfusioni intraoperatorie. In tutti i casi la tecnica di resezione epatica radiofrequenza assistita ci ha permesso di ottenere un margine epatico di resezione negativo: la media del margine epatico di resezione misurato sul pezzo anatomico dal patologo è risultata essere di 0,5 cm (range da 0,1 cm a 3,2 cm). Abbiamo eseguito ad un mese dalla procedura chirurgica una tomografia computerizzata con mezzo di contrasto finalizzata a valutare la morfologia del tessuto necrotico sulla trancia di sezione e la presenza di recidiva sulla trancia di sezione: durante il follow-up nessun paziente ha presentato recidiva sulla rancia di sezione. Lo stesso studio con tomografia computerizzata è stato eseguito a 6, 12 e 24 mesi.
CONCLUSIONI: In conclusione la tecnica applicata, anche se lo studio corrente non è stato disegnato con l’obiettivo di comparare la resezione epatica assistita da radiofrequenza con altre metodiche resettive epatiche, ha ottenuto buoni risultati in termine di controllo oncologico della malattia: la resezione epatica assistita da radiofrequenza può pertanto a nostro giudizio essere considerata una valida opzione per il chirurgo epatobiliare rappresentando un ulteriore metodo resettivo per eseguire resezioni oncologiche epatiche sicure.

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