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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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Chirurgia 2013 Ottobre;26(5):345-9

lingua: Inglese

Trattamento chirurgico delle complicanze delle fistole arterovenose in pazienti sottoposti a emodialisi

Ilhan G., Bozok Ş., Destan B., Karamustafa H., Ozan Karakisi S., Ergene Ş., Tüfekci N., Aslan C.

Department of Cardiovascular Surgery Recep Tayyip Erdoğan University Faculty of Medicine Training and Research Hospital, Rize, Turkey


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Obiettivo. Obiettivo del presente articolo è stato quello di valutare l’incidenza delle complicanze sviluppate secondariamente alle fistole arterovenose effettuate con innesti venosi autogeni negli arti superiori e di valutare le indicazioni per la riparazione chirurgica nei pazienti sottoposti a emodialisi.
Metodi. Le fistole arterovenose aperte a livello del polso e della regione antecubitale, il tasso di pervietà primaria, l’indicazione per un nuovo intervento (tassi dei nuovi interventi dovuti a trombosi e stenosi), la riparazione chirurgica (riparazione primaria, bendaggio, trombectomia, bypass ecc.) e le complicanze come ematoma, infezione al sito di accesso dell’emodialisi, pseudoaneurisma secondario all’intervento, sviluppo di aneurisma venoso, edema grave dovuto a uno shunt più alto effettuato sopra la fistola arterovenosa, ischemia e contrattura, sono stati valutati in maniera retrospettiva.
Risultati. Novecentottanta fistole arterovenose sono state aperte in 886 pazienti con diagnosi consolidata di insufficienza renale cronica. L’occlusione dello shunt in stadio iniziale o tardivo è la principale ragione del fallimento di tutti i tipi di fistole. I tassi di pervietà per i primi 3 mesi erano del 78-87% per le fistole radio-cefaliche e del 92-98% per le fistole antecubitali (fistole venose antecubitali o basiliche-arteria brachiocefalica). Altre complicanze erano l’ematoma, l’aneurisma venoso, l’edema secondario all’ipertensione venosa, l’infezione del sito di accesso della dialisi, il pseudoaneurisma secondario all’intervento, l’ischemia della mano e la contrattura.
Conclusioni. La consapevolezza e la predisposizione di condizioni ottimali per l’accesso dell’emodialisi e l’eliminazione dello sviluppo di complicanze mediante il trattamento chirurgico appropriato aumenteranno sia i tassi di pervietà a lungo termine e senza incidenti delle fistole arterovenose endogene sia la qualità della vita di tali pazienti.

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