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CHIRURGIA

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Chirurgia 2013 August;26(4):283-6

lingua: Inglese

Risultati funzionali della tecnica TME nel trattamento del cancro del retto: J-pouch vs coloplastica. Studio prospettico

Luglio G., Sivero L., Tarquini R., D’antonio D., Quarto G., De Werra C., Giglio M., Formisano C., Bucci L.

Department of General, Geriatric, Oncologic and Advanced Technologies, Federico II University of Naples, Naples, Italy


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La chirurgia del cancro del retto ha mostrato notevoli sviluppi negli ultimi decenni. Dal punto di vista oncologico, la tecnica della Total Mesorectal Excision (TME) descritta per la prima volta da Heald, ha mostrato una significativa riduzione delle recidive locali ed è oggi considerata il gold standart. D’altra parte, la recente consapevolezza che anche due cm (e secondo alcuni studi anche 1 cm) di margine distale sono sufficienti nel cancro del retto medio-basso, ha fortemente ridotto il numero della amputazioni addominoperineali con più frequente ricorso alle resezioni ultrabasse. Questo ha fatto porre l’accento sulla qualità di vita e i risultati funzionali ottenuti in questi pazienti con anastomosi coloanale, che spesso presentano alta incidenza di incontinenza, soiling, urgenza defecatoria, diarrea, costituendosi la cosiddetta sindrome da resezione anteriore. Inoltre, questi sintomi sono anche aggravati dalla radioterapia pre o post operatoria cui questi pazienti vengono spesso sottoposti. Nuove metodiche sono state descritte per limitare questi disagi e tra queste l’allestimento di una J-pouch colica e, successivamente, la coloplastica trasversale: si tratta di plastiche del colon che hanno lo scopo di formare un neo-reservoir e migliorare la funzione. Se i risultati con la J-pouch colica sono ben noti, meno numerosi sono gli studi sulla coloplastica. In questo studio prospettico, analizziamo una coorte di 30 pazienti, tutti sottoposti a radioterapia neoadiuvante secondo regimi convenzionale: 20 di questi pazienti hanno avuto una ricostruzione con J-pouch e 10 con coloplastica. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad una valutazione clinica mediante questionario e manometrica a 12 mesi dall’intervento. La morbidità maggiore a breve termine è stata anche registrata. Dal punto di vista funzionale, sia clinico che manometrico, la funzione defecatoria, sebbene ridotta ma pur sempre migliore rispetto a quella riportata nei pazienti con anastomosi straight, è paragonabile nei due gruppi. Nel gruppo con coloplastica, tuttavia, abbiamo registrato un caso di fistola rettovaginale ed un caso di leak anastomotico. Considerando che altri report del genere vengono dalla letteratura, è probabilmente opportuno considerare al coloplastica come tecnica di seconda scelta, da riservare ai casi in cui la J-pouch non è tecnicamente fattibile, come in caso di pelvi stretta, mesentere grasso, diverticolosi del discendente, colon di lunghezza insufficiente.

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