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Chirurgia 2013 Giugno;26(3):245-7

 CASI CLINICI

Chemioipertermia intraperitoneale (HIPEC) in una paziente affetta da neoplasia ovarica con carcinosi peritoneale: l’importanza dell’ecografia epatica intraoperatoria

Bisogni D., Dioscoridi L., Bechi P.

Chirurgia Generale e d’Urgenza 2, AOUC, Firenze, Italia

HIPEC è la sigla internazionale con cui si identifica la chemioterapia intraperitoneale ipertermica (Hiperthermic Intraperitoneal Chemotherapy); essa è utilizzata prevalentemente in maniera integrata con una chirurgia aggressiva delle carcinosi peritoneali condotta con lo scopo primario di asportare l’intera massa neoplastica macroscopicamente evidente. Gli autori riportano l’osservazione clinica di una paziente di 65 anni con neoplasia ovarica bilaterale (istologicamente: carcinoma papillifero invasivo) con associata carcinosi peritoneale e con documentazione alla TC con mezzo di contrasto di sospette ripetizioni epatiche riclassificate, poi, alla ecografia intraoperatoria, come lesioni angiomatose. La paziente è stata inizialmente sottoposta a chemioterapia neoadiuvante (carboplatino e paclitaxel), e dopo 5 mesi si è sottoposta ad intervento chirurgico di isteroannessectomia bilaterale, appendicectomia, omentectomia, citoriduzione chirurgica del mesentere, dell’ileo, del peritoneo dello scavo del Douglas, associato ad HIPEC. Il controllo a 5 mesi ha mostrato assenza di malattia sia da un punto di vista clinico che strumentale (TC con mezzo di contrasto).

lingua: Italiano


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