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CHIRURGIA

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Chirurgia 2013 April;26(2):63-7

lingua: Inglese

Ernia inguinale: “tension free suture less” vs. “tension free no suture less”. Nostra esperienza

Petronella P., Scorzelli M., Campitiello F., Della Corte A., Pellegrino M., Freda F., Canonico S.

U.O. of Geriatric Surgery, Department of Gerontology Geriatry and Metabolic Diseases, Second University of Naples School of Medicine, Naples, Italy


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Obiettivo. L’ernia inguinale rappresenta la più frequente ernia della parete addominale ed è generalmente un problema di pertinenza maschile, pur potendo riscontrarsi anche nelle donne.
Negli ultimi venti anni il trattamento chirurgico dell’ernia inguinale ha subito interessanti cambiamenti ed è andato via via evolvendosi fino a perfezionarsi con tecniche operatorie sempre più efficaci dette “tension free”. In questo lavoro andremo ad esaminare le tecniche “tension free suture less” e “tension free no suture less”.
Metodi. Dal gennaio 2005 al settembre 2008 presso il Dipartimento di Gerontologia, Geriatria e Malattie del Metabolismo della Seconda Università degli Studi di Napoli, sono stati sottoposti ad intervento chirurgico di ernioplastica protesica per ernia inguinale primitiva 142 pazienti.
Risultati. Abbiamo riscontrato solo 1 recidiva (0,7% dei casi) per la tecnica “tension free no suture less”. Per quanto riguarda il dolore postoperatorio, nel 59,1% dei casi trattati non si è resa utile alcun tipo di terapia antalgica. Le tecniche “tension free” rendono notevolmente minore il tempo di degenza del paziente grazie all’utilizzo concomitante dell’anestesia locale; inoltre, con questa, si riduce la morbilità legata a complicanze respiratorie (atelettasia, infezione) e circolatorie (trombosi venosa profonda, embolia polmonare). Le tecniche “tension free suture less” e “tension free no suture less”, il cui razionale è rappresentato dal rinforzo della parete posteriore del canale inguinale mediante l’utilizzo di una protesi, se eseguite correttamente, mostrano un tasso di recidiva pari a 0,1-0,3%. La gestione del dolore è un’importante componente della terapia post-chirurgica, perché aumenta i tempi di ricovero e, soprattutto, influenza il ritorno alla normale attività giornaliera del paziente causando un allungamento consequenziale del periodo di riabilitazione. La prevenzione di tale complicanza consiste nell’identificare e preservare i fasci nervosi durante l’intervento, la cosiddetta tecnica “nerve sparing”.
Conclusioni. A nostro avviso, gli interventi ideali per la riparazione del difetto erniario sono le tecniche “tension free” in anestesia locale da effettuare in regime di Day Surgery. Inoltre, per ottenere un decorso postoperatorio ottimale per il paziente associamo il procedimento del nerve sparing in maniera tale da ridurre drasticamente il dolore. Affermiamo che anche la scelta della tecnica operatoria influisce sul dolore, infatti riteniamo che la procedura più favorevole sia rappresentata dalla metodica “tension free suture less”.

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