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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2012 August;25(4):273-5

lingua: Inglese

Miopatia e neuromiopatia delle malattie critiche a seguito di intervento di sostituzione valvolare mitralica: relazione di un caso clinico

D’Auria F. 1, 2, 3, Pellegrino A. 1, Mve Mvondo C. 1, Nardi P. 1, Di Rezze S. 2, Ortali G. A. 2, Di Mario F. 2, Chiariello L. 1

1 Cardiac Surgery Unit, Rome Tor Vergata University Hospital, Rome, Italy;
2 Villa delle Querce Rehabilitation Clinic, Nemi, Rome, Italy;
3 Robotics and Computer Innovations Applied to the Surgical Science, Tor Vergata University Hospital, Rome, Italy


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Nella sua presentazione usuale, la neuromiopatia delle malattie da cure critiche, nota con l’acronimo di CRI.MY.NE. (Critical Illness Myopathy and Neuropathy) è una polineuropatia degli assoni di senso e di moto, conseguenza comune della sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS) e dell’insufficienza multi organica (MOF). Si riscontra di frequente nei pazienti con storia clinica di lunghi periodi di permanenza nelle Unità di Terapia Intensiva sottoposti ad iniezioni endovenose di curaro, antibiotici aminoglicosidici o farmaci steroidei. Dovrebbe essere sospettata nei pazienti che, dopo un periodo di degenza di giorni o settimane in un’ Unità di Terapia Intensiva, accusano debolezza di varia intensità a carico degli arti o che non possono essere svezzati dal ventilatore meccanico nonostante la mancanza di evidenti cause polmonari o cardiache di insufficienza respiratoria. CRI.MY.NE. può essere facilmente riconosciuta all’esordio grazie ad indagini neurofisiologiche, come l’ago elettroneuromiografia (ENMG) e può essere curata solo se vengono immediatamente istituiti appropriati piani di terapia riabilitativa. Presentiamo qui il caso di una donna di 75 anni che, dopo intervento cardiochirurgico di sostituzione valvolare mitralica, ha patito la CRI.MY.NE. durante il periodo di degenza ospedaliera seguito al periodo di permanenza in Unità di Terapia Intensiva. In questo caso la CRI.MY.NE è stata riconosciuta in ritardo ma, immediatamente istituite le appropriate cure riabilitative sia a livello motorio che a livello cardiopolmonare, la paziente ha completamente recuperato dalla sua malattia.

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