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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2012 June;25(3):229-33

lingua: Inglese

Infezione dello stent dell’arteria iliaca trattata con successo mediante innesto ad Y in situ e avvolgimento omentale

Tanaka K., Naruse Y., Tabata A.

Department of Cardiovascular Surgery, Cardiovascular Center, Toranomon Hospital, Tokyo, Japan


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L’infezione dello stent è una rara complicanza dell’angioplastica transluminale percutanea che può avere conseguenze gravi. Per garantire la completa eliminazione dell’infezione, la gestione ottimale dovrebbe includere anche l’approccio chirurgico anziché la sola terapia antibiotica. Riportiamo un caso d’infezione dello stent, trattata con successo mediante terapia antibiotica e intervento chirurgico. Un uomo di 58 anni di età era stato sottoposto ad angioplastica dell’arteria iliaca sinistra e impianto di stent (Palmaz stent ed Easy Wallstent). Tre anni dopo, il paziente è stato ricoverato con febbre e dolore all’arto inferiore sinistro associato a petecchie sparse. La coltura ematica è risultata positiva allo Staphylococcus aureus. La tomografia computerizzata ha mostrato uno pseudoaneurisma dell’arteria iliaca sinistra con gravi alterazioni infiammatorie nel tessuto circostante. Nonostante il paziente fosse responsivo alla terapia antibiotica, egli è stato tuttavia sottoposto a intervento chirurgico perché le alterazioni infiammatorie erano persistenti. L’innesto ad Y in situ è stato realizzato utilizzando un impianto protesico. Il ramo sinistro dell’innesto biforcato ha aggirato la regione infetta, percorrendo l’arto destro e passando davanti alla vescica, ed è stato anastomizzato all’arteria iliaca esterna nell’inguine sinistro. Per prevenire una ricomparsa dell’infezione dell’innesto e riempire la cavità sbrigliata, è stato realizzato un avvolgimento omentale. L’esame istologico dello stent rimosso ha confermato una marcata infiltrazione neutrofilica e la presenza di colonie batteriche. Il paziente è stato dimesso dopo una terapia antibiotica di 6 settimane dopo l’operazione, nonostante abbia ricevuto antibiotici orali per ulteriori 6 mesi. Fino a 18 mesi dopo l’intervento, l’infezione non si è ripresentata. Concludiamo che l’innesto ad Y in situ con aggiramento della regione infetta e avvolgimento omentale è un metodo chirurgico sicuro e affidabile per trattare l’infezione dello stent dell’arteria iliaca.

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