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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2012 April;25(2):105-9

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Iperplasia gengivale farmaco-indotta: una segnalazione clinica e istopatologica

Santana Coimbra L. 1, De Andrade C. R. 1, Schneider Herrera B. 1, Cirelli J. A. 2, Spolidorio L. C. 1

1 Department of Physiology and Pathology, School of Dentistry at Araraquara, University Estadual Paulista, UNESP, Araraquara, São Paulo, Brazil; 2 Department of Diagnosis and Surgery, School of Dentistry at Araraquara, University Estadual Paulista, UNESP, Araraquara, São Paulo, Brazil


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L’eccessiva crescita di tessuti gengivali costituisce un problema significativo per gli specialisti in periodonzia ed è associata in particolare all’utilizzo di determinati farmaci come la nifedipina, un antagonista altamente specifico dei canali del calcio, utilizzato per il trattamento e la profilassi di alcune patologie cardiovascolari. Lo sviluppo dell’iperplasia gengivale è caratterizzato da una maggiore presenza di collagene nel tessuto gengivale. Sebbene sia in genere asintomatica, tale patologia è volte è associata a sanguinamento e ulcerazione spontanei e può indurre cambiamenti estetici, oltre che compromettere le abitudini igieniche e la masticazione del paziente. La gravità dei sintomi dipende dalla presenza di fattori di rischio come l’associazione ad altre terapie farmacologiche. Il presente articolo presenta il caso di un paziente con iperplasia gengivale generalizzata, con caratteristiche più gravi nella mandibola anteriore, indotta dall’utilizzo cronico della nifedipina. Il paziente è stato sottoposto a trattamento periodontale basico non chirurgico, incluse la pulizia sopra- e sotto-gengivale e la levigatura radicolare in entrambe le mandibole, associate a istruzioni per una severa igiene orale e alla terapia chirurgica nella mandibola anteriore, l’area più colpita, per rimuovere l’eccesso di tessuto gengivale. La nifedipina è stata sostituita dal cardiologo del paziente con propranololo cloridrato (40 mg/kg) per cercare di ridurre gli effetti collaterali indesiderati. Dopo sei mesi di follow-up non è stata osservata alcuna recidiva, l’igiene orale era migliorata e il paziente godeva di una buona salute periodontale ed era esteticamente soddisfatto.

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