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CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Chirurgia 2010 Dicembre;23(6):297-9

lingua: Inglese

Danno chimico dell’arteria brachiale: un caso clinico

Magalhães Ferreira J.M. 1, Pias Canedo M.A. 1, Martins V. 1, Maia M. 1, Guimarães J. 2, Brandão Fernandes J. D. 1, Pereira Braga S. M. 1, Coutinhovasconcelos J. F. 1, Vaz A.G. 1

1 Department of Angiology and Vascular Surgery Centro Hospitalar de Vila Nova de Gaia/Espinho Portugal
2 Department of Plastic Surgery, Centro Hospitalar de Vila Nova de Gaia/Espinho, Portugal


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Negli Stati uniti ogni anno vengono segnalate 25 000-100 000 ustioni chimiche, che causano approssimativamente 20 decessi l’anno. L’acido solforico è uno degli agenti maggiormente coinvolti. Lo scopo di questo lavoro è descrivere il danno chimico dell’arteria brachiale. Un uomo di 41 anni è stato ricoverato per un’ustione di terzo grado da acido solforico nel terzo centrale del braccio sinistro. Le arterie radiale e ulnari erano palpabili. Al ventesimo giorno dell’incidente, è stata notata un’emorragia che ha indicato la distruzione dell’arteria brachiale. È stato subito eseguito un impianto per interposizione di una vena safena invertita in arteria brachiale-radiale. Dopo intervento è stata riscontrata la pulsazione palpabile a livello ulnare e radiale. Questo caso evidenzia l’importanza dell’osservazione permanente del paziente colpito da ustione da acido solforico. Le proprietà corrosive continue di tale acido, hanno causato danno all’arteria brachiale, non nel momento del ricovero, ma 20 giorni dopo il contatto con la pelle.

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