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CHIRURGIA

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Chirurgia 2010 Dicembre;23(6):235-40

lingua: Inglese

Come gestire la trombosi acuta della vena porta e mesenterica

Seung M-K., Roh Y-N., Kim Y-W., Kim D-I.

Division of Vascular Surgery, Samsung Medical Center, Sungkyunkwan University School of Medicine, Seoul, Korea


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Obiettivo. La trombosi acuta della vena mesenterica (mesenteric vein thrombosis, MVT) e la trombosi della vena portale (portal vein thrombosis, PVT) sono associate ad un alto rischio di mortalità e morbilità dovute in parte alle difficoltà nel diagnosticarle ed in parte alle difficoltà chirurgiche. Il trattamento iniziale per la MVT e la PVT è controverso. Alcuni autori hanno proposto un approccio chirurgico, mentre altri sostengono una terapia medica (a base di anticoagulanti). In questo studio abbiamo analizzato e confrontato i risultati ottenuti con i trattamenti chirurgici e medici per determinare il migliore trattamento iniziale per questa patologia.
Metodi. Abbiamo passato in rassegna in maniera retrospettiva le cartelle cliniche ed i dati clinici di 10 pazienti trattati per la MVT e la PVT. Ogni paziente è stato valutato per la diagnosi, il trattamento iniziale (laparotomia o uso di anticoagulanti), la morbidità, la mortalità e la durata dell’ospedalizzazione.
Risultati. Tutti i pazienti sono stati inizialmente trattati con eparina non frazionata. Il ricovero ospedaliero medio è stato di 20 giorni. Gli altri sette pazienti sono stati sottoposti solamente a terapia con anticoagulanti. Durante il periodo di folllow up, tutti i pazienti sono stati controllati attraverso tomografia computerizziata (computed tomography, CT). Cinque pazienti hanno mostrato miglioramento, quattro pazienti non hanno presentato nessun cambiamento, mentre un paziente ha peggiorato le condizioni della MPV e della PVT. Nove pazienti hanno mostrato dalla CT trasformazione cavernosa del sistema venoso lungo le vena mesenterica e portale. Non ci sono stati decessi.
Conclusioni. La gestione non chirurgica per la MVT e la PVT è realizzabile quando l’infarto dell’intestino non porta a necrosi transmurale e perforazione intestinale. La morbilità, la mortalità e l’esito a lungo termine sono simili nei casi di gestione chirurgica e non. Un approccio non chirurgico, quando indicato, evita la resezione del piccolo intestino macroscopicamente infartuato nei casi potenzialmente reversibili con la sola terapia a base di anticoagulanti.

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