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CHIRURGIA

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CASI CLINICI  


Chirurgia 2010 April;23(2):55-8

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La sindrome compartimentale addominale nella pancreatite acuta

Basile G., Evola G., Corsaro A., Buffone A.

Dipartimento di Chirurgia , Sezione di Chirurgia d’Urgenza e Generale, Università degli Studi di Catania, Catania


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L’osservazione di 4 casi di sindrome compartimentale addominale (S.C.A.) in pazienti con pancreatite acuta necrotica, dei quali uno purtroppo con esito infausto, ha indotto gli Autori ad approfondirne la fisiopatologia e la terapia, sulla base della letteratura più recente. La S.C.A. si sviluppa nei pazienti con pancreatite necrotica essenzialmente per l’accumulo di liquidi nella cavità peritoneale, secondario all’aumento della permeabilità capillare, che si verifica in presenza della flogosi di un organo. Una volta instaurata, la S.C.A. determina una serie di effetti dannosi su organi e sistemi (reni, fegato, intestino, cuore, vasi, polmoni) che possono portare in poco tempo ad una insufficienza multipla d’organo, con indici di mortalità elevati. Per evitare che ciò accada è necessario iniziare al più presto un trattamento medico o chirurgico. Il primo, che in genere ha successo nei pazienti con una pressione intra-addominale (p.i.a.) inferiore ai 25 mm Hg, si basa sulla somministrazione di liquidi, gabesato o octreotide, insulina, inotropi, diuretici, eparina, antibiotici associati, se necessario, alla ventilazione meccanica. Quando, invece, la p.i.a. supera i 25 mm Hg o le condizioni generali diventano scadenti nonostante valori di pressione inferiori, si deve passare alla terapia chirurgica con laparotomia e decompressione (aspirazione dei liquidi intraperitoneali), seguite dal trattamento specifico della pancreatite ed infine dalla chiusura della parete addominale diretta, temporanea (protesi, plastic bag) o mediante laparostomia. La migliore cura della S.C.A. resta comunque la sua prevenzione o il suo precoce riconoscimento, che si ottengono attraverso una attenta monitorizzazione di tutti i pazienti ricoverati per pancreatite acuta necrotica, con frequenti esami clinici, compresa la misurazione della pressione intra-addominale, e di laboratorio, in modo da attuare subito il trattamento più idoneo.

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