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CHIRURGIA

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Chirurgia 2009 August;22(4):183-8

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Trasposizione di grande omento nel trattamento delle mediastiniti. La sindrome di Hanuman

Hountis P., Hatziveis K., Tourlakis D., Antonopoulos N., Kokotsakis I., Camoutsis C., Bolos K.

1 Cardiac Surgery Department, General Hospital “Evaggelismos”, Athens, Greece; 2 Laboratory of Pharmaceutical Chemistry, Departement of Pharmacy, Faculty of Pharmacy, School of Health Science, University of Patras, Greece; 3 Department of Obstetric and Gynaecology, General Hospital “Agios Andreas”, Patras, Greece


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Obiettivo. L’obiettivo del presente studio è stato quello di presentare l’esperienza degli autori derivante dal trattamento di 6 pazienti affetti da infezione profonda di ferita sternale e/o deiscenza sternale e mediastinite dopo by pass aortocoronarico. La deiscenza sternale e la mediastinite sono complicanze rare ma altamente letali (40%) in chirurgia cardiaca.
Metodi. Cinque pazienti di sesso maschile di età compresa tra 60 e 74 anni (media 66) e uno di sesso femminile di 62 anni, obesa, con storia di diabete mellito erano stati sottoposti a bypass aortocoronarico per malattia ischemica cardiaca. L’iniziale decorso postoperatorio era stato privo di complicanze. Il range di tempo per la deiscenza sternale e la mediastinite è stato di 9-17 giorni (media 11). Intraoperatoriamente, è stata effettuata una sternotomia completa e, tramite una piccola incisione laparotomica, è stato isolato il grande omento con l’arteria gastroepiploica di sinistra e trasposto in torace attraverso il diaframma.
Risultati. La degenza media in ICU è stata di 11 giorni (4-21). Tutti i pazienti hanno avuto un decorso postoperatorio privo di complicanze, con una degenza media di 28.6 giorni (20-46).
Conclusioni. Il grande omento è il tessuto di ricostruzione ideale per infezioni profonde della ferita sternale e mediastinite. Esso contiene un vasto numero di cellule immunologicamente attive che rendono conto delle sue proprietà antibatteriche. La diagnosi tempestiva, lo sbrigliamento sternale aggressivo e l’impiego del flap omentale insieme alla terapia antibiotica endovenosa rappresentano il fondamento del trattamento di questa complicanza altamente letale.

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