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CHIRURGIA

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Chirurgia 2009 August;22(4):171-5

lingua: Inglese

Riparazione chirurgica della radice aortica e dell’arco aortico dopo precedente intervento chirurgico per dissezione acuta aortica di tipo A

Chamogeorgakis T, Angouras D., Toumpoulis I., Niki N., Lozos V., Xenikakis T., Anagnostopoulos C., Rokkas C. K.

1 National University of Athens, Department of Cardiothoracic Surgery, Athens, Greece
2 University of Crete, Department of Cardiac Surgery, Heraklion, Greece


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Obiettivo. I re-interventi a livello dell’aorta toracica sono associati a ridotti tassi di mortalità operatoria quando effettuati in regime di elezione. L’obiettivo di questo studio era di valutare la strategia e i risultati operatori in pazienti sottoposti a re-intervento chirurgico sulla radice aortica e sull’arco aortico e di studiare i pattern di fallimento che richiedono un nuovo intervento dopo riparazione chirurgica della dissezione aortica acuta di tipo A.
Metodi. Nove pazienti che erano stati precedentemente sottoposti ad intervento chirurgico di riparazione aortica per dissezione acuta di tipo A sono stati rioperati nel periodo di tempo compreso tra il 2001 e il 2008. La procedura più frequentemente eseguita nel corso del primo intervento chirurgico era l’”artroplastica” con contemporanea sostituzione della valvola aortica. I risultati a breve e a lungo termine sono stati analizzati in modo retrospettivo.
Risultati. Sette pazienti sono stati sottoposti a sostituzione della radice aortica con una valvola protesica composita (in un caso con sostituzione di un emi-arco), mentre due sono stati sottoposti a sostituzione dell’aorta ascendente e dell’intero arco aortico. Vi è stato un caso di mortalità intra-ospedaliera. Tre pazienti sono stati rioperati per sanguinamento, e due hanno richiesto una prolungata ventilazione meccanica.
Conclusioni. Il trattamento chirurgico della dissecazione aortica di tipo A con tecniche che non prevedano la sostituzione protesica dell’aorta ascendente o della radice aortica comporta un elevato rischio di re-intervento. Pertanto, si deve cercare di trattare tutta la patologia possibile dell’aorta ascendente, della radice aortica e dell’arco aortico prossimale al momento del primo intervento, per diminuire l’incidenza di un successivo re-intervento.

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