Home > Riviste > Chirurgia > Fascicoli precedenti > Chirurgia 2009 Aprile;22(2) > Chirurgia 2009 Aprile;22(2):125-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

CHIRURGIA

Rivista di Chirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

CASI CLINICI  


Chirurgia 2009 Aprile;22(2):125-8

lingua: Inglese

Supernumerary tooth associated with non-syndromic multiple impacted teeth. Case report

Inchingolo F., Tatullo M., Inchingolo A. D., Valenzano A. L., Inchingolo A. M., Marrelli M. W., Servili A., Abenavoli F. M., Dipalma G.

1 Department of Odontostomatology and Surgery University of Bari , Bari, Italy
2 Maxillo-Facial Surgery Unit, Calabrodental srl, Crotone, Italy
3 Department of Maxillo-Facial Surgery University of Bari, Bari, Italy
4 Department of Maxillo-Facial Surgery “S. Pietro-Fatebenefratelli” Hospital Rome, Italy


PDF  


L’iperdonzia è un'anomalia caratterizzata da una variazione di numero in eccesso degli elementi dentari. L’importanza clinica degli elementi dentari soprannumerari è legata al fatto che essi raramente erompono in arcata in maniera funzionale, rimanendo spesso inclusi e determinando frequentemente l’inclusione degli elementi della serie normale. Presentiamo il caso di un paziente in cui si è manifestata l’inclusione di cinque elementi (1.8, 2.8, 3.8, 4.7 e 4.8), nonché la presenza di un elemento dentario soprannumerario (4.9 distomolare). Gli elementi dentari soprannumerari raramente erompono in arcata in maniera funzionale, determinando frequentemente l'inclusione degli elementi della serie normale.
Il paziente si è presentato alla nostra osservazione riferendo algia ed una lieve linfoadenopatia sottomandibolare omolaterale, senza limitazioni funzionali né febbre. L’anamnesi ha escluso patologie di interesse stomatologico ed alterazioni di carattere genetico. L’intervento di avulsione degli elementi 4.7, 4.8 e 4.9, eseguito previa valutazione di Rx-OPT e denta-scan del mascellare inferiore, si è svolto in anestesia locale: è stato allestito un lembo mucoperiosteo, si è effettuata corticotomia ed avulsione degli elementi inclusi. Il follow-up a 1-7-14-21 giorni non ha documentato complicanze. Il paziente, inoltre, non ha riferito riduzione ovvero alterazione della capacità sensoriale nell’emivolto corrispondente alla zona trattata, benché l’estensione dell’area chirurgica e la vicinanza al canale mandibolare potessero far temere un’eventuale neuroprassia.
Concordiamo con le ipotesi condivise riguardo alla identificazione delle cause delle inclusioni dentarie, tuttavia, riteniamo che la terapia chirurgica trovi indicazione anche in casi non clinicamente sintomatici.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail