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CASI CLINICI  


Chirurgia 2008 Ottobre;21(5):289-93

lingua: Italiano

Trombocitopenia indotta da eparina. Caso clinico

Battistelli S. 1, Genovese A. 1, Baiocchi C. 2, Mancini S. 1, Rossi A. 1, Testi W. 1

1 Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialistica Università degli Studi di Siena Azienda Ospedaliera Senese, Siena, Italia
2 Dipartimento del Cuore, dei Vasi e del Torace Università degli Studi di Siena Azienda Ospedaliera Senese, Siena, Italia


PDF  ESTRATTI


La paziente, di 82 anni, veniva ricoverata per resezione del colon traverso da cancro della flessura colica sinistra. L’obiettività toracica e cardiaca era nella norma. Nella norma risultavano gli esami di laboratorio. A circa 12 ore dall’intervento si iniziava profilassi del TEV con enoxaparina. La conta piastrinica saliva progressivamente, fino a valori di 374x109/l, in nona giornata postoperatoria. In decima giornata la paziente presentava dispnea. La tomografia computerizzata multistrato documentava embolia segmentaria basale e apicale del polmone destro. La conta piastrinica era nella norma (224x109/l). Si iniziava trattamento anticoagulante con enoxaparina a dosi terapeutiche. Il giorno seguente si registrava riduzione della conta piastrinica (141x109/l). Al successivo controllo (4 gg dopo) si documentava piastrinopenia severa (33x109/l), suggestiva di trombocitopenia indotta da eparina (heparin-induced thrombocytopenia, HIT). Si sospendeva pertanto l’enoxaparina, e si iniziava terapia con fondaparinux, alla dose di 5 mg/die. La ricerca degli anticorpi anti-fattore piastrinico 4/eparina risultava fortemente positiva. Nei giorni seguenti la conta piastrinica saliva progressivamente fino a superare, 4 giorni dopo, il valore di 100x109/l. Si iniziava quindi terapia con anticoagulanti orali, sospendendo il fondaparinux dopo aver raggiunto il range terapeutico dell’INR. A distanza di 8 giorni dalla sospensione della enoxaparina, la conta piastrinica ritornava ai valori basali preoperatori (255x109/l).
La paziente veniva dimessa. Il caso di HIT qui descritto rafforza l’evidenza che il fondaparinux può rappresentare un’opzione razionale a farmaci anticoagulanti, quali la lepirudina, difficile da gestire, soprattutto in ambiente chirurgico, per le potenziali complicanze emorragiche.

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