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Rivista di Chirurgia

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Periodicità: Bimestrale

ISSN 0394-9508

Online ISSN 1827-1782

 

Chirurgia 2008 Giugno;21(3):181-4

 CASI CLINICI

Impiego di innesti di cute a rete nel trattamento degli esiti di fascite necrotizzante agli arti inferiori. Un caso clinico

Siragò P. 1, Ranno R. 2, Soma P. F. 1, Scrimali L. 1, Virzì D. 1, Verzì D. 1, Scilletta A. 1

1 Department of Plastic Surgery, Cannizzaro Hospital University of Catania, Catania
2 Burn Unit, Cannizzaro Hospital University of Catania, Catania Divisione di Chirurgia Generale

La fascite necrotizzante rappresenta una importante patologia infettiva dei tessuti molli, caratterizzata da un rapido decorso e da una notevole mortalità. Circa il 10% dei casi di fascite necrotizzante sono causati dallo streptococco di gruppo A, nonostante sia molto comune riscontrare un’infezione mista, causata da batteri aerobi ed anaerobi. Questo processo infettivo si caratterizza per due aspetti fondamentali: la tendenza alla diffusione, senza demarcazione né raccolta purulenta (diffusione che avviene inizialmente a livello del piano sottocutaneo e poi rapidamente, in funzione della localizzazione, lungo le fasce muscolari) e la rapida tendenza dei tessuti infetti alla necrosi, contribuendo in maniera preponderante all’aggravamento del quadro clinico. Un ritardo nella diagnosi o nel trattamento dell’infezione aumenta notevolmente il rischio di morte, al contrario un tempestivo intervento può ridurlo al 12%. Descriviamo il caso di una donna di 60 anni giunta in cattive condizioni generali e locali dopo innumerevoli ricoveri in reparti di Medicina e Dermatologia. La paziente presentava ulcere cutanee con importante perdita di sostanza circonferenziale ad entrambe le gambe, estese dal ginocchio alla caviglia, quali esito di epidermo-dermato miosite necrotizzante batterica. La storia clinica datava da circa due anni prima del ricovero presso la nostra Unità Operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva.

lingua: Italiano


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